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Palermo, erano abusive

Donne incinte all'assalto della casa


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Nuovo tentativo di occupazione la notte scorsa in via Ammiraglio Rizzo. Questa volta, a tentare di mettere le mani sui 204 alloggi popolari in costruzione è stato un gruppo di donne incinte. Sotto gli occhi increduli di uno degli assegnatari, Michelangelo Arabiso, 53 anni, che verso mezzanotte e mezza passava proprio da quelle parti: “Ho visto i vigili ed anche alcune auto della polizia – racconta – così mi sono avvicinato. Ho visto sei o sette ragazze, tutte incinte, che gli agenti hanno subito provveduto ad allontanare”. Le case di quella che oggi si chiama via Fileti, nel cantiere infinito che, in base alle assicurazioni del Comune, dovrebbe chiudere definitivamente i battenti (dopo più di quattro lustri) il 30, fanno gola. Da sempre. Tanto che gli assegnatari sono arrivati al punto di fare dei turni di guardia. “Non è stato nulla di preoccupante – chiarisce il comandante dei vigili, Nunzio Purpura – ed è subito intervenuta la nostra pattuglia che presidia il cantiere. Nessuno è entrato negli appartamenti e tutti sono stati allontanati molto rapidamente. Più che un tentativo di occupazione direi che ci sono stati dei movimenti sospetti intorno al cantiere”.
Ma tra chi aspetta quegli appartamenti da vent’anni, come Angelo Milazzo, la preoccupazione è invece molto alta: “Ancora una volta hanno tentato di portarci via le nostre case. Bisogna accelerare i tempi per la consegna. Dopo tanti anni e ormai a poche settimane dal traguardo, un episodio del genere ci mette in agitazione”.
E sì, perché gli assegnatari di via Fileti sono quasi tutti ormai dei pensionati. Mentre il tempo scorreva ed il cantiere veniva ripetutamente bloccato, la loro vita è cambiata, in molti casi da padri sono diventati nonni. Una trentina gli assegnatari che sono addirittura morti prima di poter arrivare ad avere un tetto. C’è anche chi ai tempi della domanda per ottenere la casa era giovane e pieno di forze ed oggi invece ha gravi problemi di salute.
I lavori dovrebbero concludersi, come concordato tra il Comune e l’azienda appaltatrice entro il 30. L’assessorato comunale ai Lavori pubblici dovrà poi consegnare le opere a quello al Patrimonio, che potrà poi procedere alla stipula dei contratti. Pippo Enea, a capo del settore, spiega: “Una volta consegnate le opere, verificato che tutti gli inquilini abbiano costituito un condominio e abbiano provveduto all’allaccio delle utenze, e quando disporrò del regolamento di autogestione del condominio, al vaglio del consiglio comunale, provvederò immediatamente alla stipula dei contratti”. Il regolamento, che si attende da tre settimane, dovrebbe essere approvato lunedì prossimo, come assicura ancora Enea.