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Nasce il Brandy made in Sicily
Sarà presentato al Vinitaly


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Anche la Sicilia avrà il suo Brandy. L’unico riserva, e con quattordici anni di invecchiamento, a vedere la luce nell’Isola. Una novità che il mastro distillatore Giancarlo Conte, di Petrosino (Marsala, Trapani), presenterà al Vinitaly di Verona, nel fine settimana. Farà il tandem con l’altra novità che porterà per la prima volta, nei prossimi giorni, la Sicilia alla ribalta nazionale del settore: un Distillato d’Uva da alambicchi discontinui. Brandy e Distillato saranno due stellette all’insegna del made in Sicily, sul petto della Conte Alambicco di Sicilia, l’azienda nata nel 2004 e che nei giorni scorsi, per il terzo anno consecutivo, è salita sul podio più alto del “World Spirits Award”, una delle più prestigiose competizioni internazionali tra superalcolici, celebrata a Klagenfurt, in Carinzia (Austria). Il concorso ha visto in campo 52 produttori di “spirits” di 32 paesi, valutati da una giuria internazionale. Conte Alambicco di Sicilia ha incassato tre medaglie d’oro per altrettante grappe della linea Danzantica: da Nero d’Avola, Grillo e Syrah. Un oro per la Grappa di Zibibbo Passito di Pantelleria della linea Cottabos; e tre argenti con Cottabos Grappa di Malvasia delle Lipari, Conte 1^ Classe Grappa Bianca e Baglio Ferla Grappa di Sicilia. Inoltre, ha ricevuto il “First Class Distillery”, un riconoscimento d’onore all’eccellenza delle produzioni. Nel 2007 aveva vinto un oro e un argento; l’anno scorso, sempre a Klagenfurt, cinque medaglie d’oro e una d’argento, e ottenuto un riconoscimento speciale.
L’azienda di Petrosino confeziona oltre 50 mila bottiglie e ha all’attivo nove etichette da vitigni autoctoni siciliani. È a questa collezione che si affiancano le due novità, anch’esse da selezioni di uve della tradizione isolana. Il Brandy Riserva è frutto dell’invecchiamento in tini di rovere di Slovenia; la sua prima produzione sarà di appena 2.500 bottiglie proposte nei wine-shop tra 26 e 28 euro. Dati che si ripeteranno, più o meno, per il Distillato d’Uva che, come il Brandy, si chiamerà semplicemente “Conte”. La casa, usa dichiarare la “rintracciabilità” delle produzioni, ossia l’origine delle materie prime di cui si serve. È venuta alla ribalta, nei mesi scorsi, anche perché ha dato vita, a Petrosino, al primo “Museo dell’Alambicco” che abbia aperto i battenti a Sud di Roma. Vi sono esposti undici reperti, dai primi dell‘800 all’inizio del ‘900.
Da segnalare ancora che Conte Alambicco di Sicilia s’avvale di processi produttivi certificati dalla francese Bureau Veritas: dall’Iso 9001:2000 all’En Iso 9001:2000 all’Uni En Iso 9001:2000.