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Addio ai cinema porno

Disperato erotico amarcord...


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cinema, luci rosse, palermo, porno, Cronaca
Il porno. Soggetti non identificati in cerca di sventolone. Tutte disponibili. Si facevano ammirare. Senza fare domande. Le potevi vedere, enormi. Sembravano vere. Davanti agli occhi di te, piccolo, affossato in una poltroncina di velluto rosso. Erano un incubo quelle poltroncine. Per nasconderti dovevi cucirtele addosso. E la paura si materializzava. Quelle macchie, qua e là, puzzavano di masturbazioni, leggendarie o reali, mentali o carnali. Puzzavano e insidiavano un jeans, di marca, che compravi una volta e dovevi conservare con cura. L’usura li minacciava, ma minacciava soprattutto il tuo volere essere alla moda, o semplicemente non diverso dagli altri. Che, poi, forse, vuol dire, più o meno, la stessa cosa. Buio in sala e fascio di luce. Lo spettacolo comincia. E chi se lo ricorda lo spettacolo. Franco iniziò a doppiare, con voce in falsetto, l’assistente di un dentista. Assetata di sesso, naturalmente.  Luigi mangiava patatine e le sputata, sì le sputava, ovunque. Perdeva spesso il senso della misura. Era fatto così. Luca, invece, faceva volare timpulate al malcapitato, Giovanni, che gli stava seduto davanti. Matteo, invece, controllava se, per caso, le calze Burlington (l’avrò scritto bene?), rigorosamente a quadri, appena comprate, fossero già bucate. Mario lanciava certi rutti. Boati. Inumani. Ma noi ci sganasciavamo dalle risate. Alticci com’eravamo. Fin quando capimmo che forse stavamo esagerando. Quando? Dietro di noi c’era un vecchietto. Distinto, elegante pure. Almeno così mi era sembrato. Fu lui a farci tornare nella realtà. Come? Sottovoce disse: “Un si senti nienti, comama a ffari cu sti picciotti”.  Capimmo che era il caso di togliere il disturbo. Ancora oggi, quando stiamo tutti assieme, ne parliamo e ridiamo. Di cuore. E il film? Boh!. Chi se lo ricorda. Infermiera a parte - la prima scena della pellicola - del resto ne avevamo visto poco e niente. Non lo dico per difendermi-ci, per cercare un’assoluzione. Non serve. Perché quell’unica volta, al cinema porno, tutti assieme, fu una grande serata. Quasi quasi chiamo gli amici e…
Ps. Tutti i nomi sono di fantasia. Rigorosamente. Amici sì, ma meglio evitare.