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Il terremoto nella capitale

Anche a Roma tanta paura:
"Cinquanta interminabili secondi"


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Prima il boato, poi la scossa. "Sembrava di camminare su un enorme tapis roulant, il pavimento ondeggiava, ci siamo svegliati di colpo". Sono da poco passate le 3.30 di notte quando a Roma si sente la terra tremare. Luigi è uno studente palermitano che vive in un appartamento della Capitale insieme ad altri quattro ragazzi. La violenza del terremoto li sorprende nel sonno, quando, ancora intontiti, pensano si tratti solo di un forte colpo di vento: "Abbiamo sentito sbattere i vetri, un boato enorme, non potevamo capire - spiega ancora sotto shock il giovane - ho sentito il letto ondeggiare, mi sono alzato ed è stato peggio, perché tremava anche il pavimento. Sembrava di camminare su un enorme tapis roulant". La zona è quella dell'Appia Nuova.

Nel Lazio le conseguenze più forti sono state registrate nel Reatino, al confine con l'Abruzzo, ma fortunatamente non sono stati finora riscontrati danni, solo tanto spavento tra la popolazione. "Altri miei amici in zone diverse di Roma hanno sentito il terremoto - racconta lo studente - ho un amico che lavora a L'Aquila e mi ha detto che stanno scavando come pazzi per salvare il salvabile, si cerca di dare una mano come si può, noi stessi siamo in contatto attraverso internet per organizzare raccolte e dare qualche aiuto". Lorenzo è un altro ragazzo siciliano, di Alcamo, che ha sentito il boato. Vive sulla Tiburtina e racconta di aver sentito ondeggiare il pavimento e aver visto i lampadari oscillare, poi "alcune luci nel quartiere si sono accese e la gente è scesa in strada". Come Veronica, che ha assistito alle prime scene di panico nel palazzo dove vive, alla periferia est della Capitale: "La gente urlava, c'è chi è subito corso giù dalle scale, eravamo tutti scossi, per quanto fosse notte fonda lo abbiamo sentito bene". "Dopo i primi istanti di paura ho avuto la tentazione di collegarmi a internet per capire, ma eravamo ancora sotto shock - continua Luigi - poi siamo tornati a dormire dopo le 4.30. Saranno stati 50 secondi, 50 interminabili secondi di paura". I ragazzi raccontano di numerosissime segnalazioni ai centralini dei vigili del fuoco sin dalle prime ore del mattino: "Abbiamo sentito che in via precauzionale è stata chiusa una scuola a Roma e in centinaia hanno telefonato per sapere, ma per fortuna l'allarme è rientrato - dicono - ora vogliamo dare una mano, stiamo usando internet per restare in contatto e diffondere l'elenco degli ospedali nel Lazio nei quali è possibile donare il sangue. Molti di noi andranno oggi stesso".