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Palermo, università: sette saggi per scrivere codice etico


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PALERMO. Un Codice etico che fissi regole certe per garantire trasparenza in tutte le procedure e pari opportunita'.
L'iniziativa e' stata approvata dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione dell'Universita' di Palermo. Nominati sette saggi che faranno parte del Comitato. Si tratta di sette docenti universitari di lunga esperienza, oggi in pensione, che hanno risposto positivamente alla richiesta di collaborazione avanzata dal rettore Roberto Lagalla. Sono Nicola Alberti, a lungo professore e preside della facolta' di Ingegneria; Vincenzo D'Alessandro, della facolta' di Lettere; Epifania Giambalvo, della facolta' di Scienze della formazione; l'ex rettore Antonino Gullotti, della facolta' di Medicina; il giurista Matteo Marrone, che ha ricoperto l'incarico di preside della facolta' ed e' stato anche decano dell'Ateneo; Ignazio Melisenda Giambertoni, anche lui ex rettore, proveniente dalla facolta' di Medicina; Alberto Notarbartolo, di Medicina, direttore del dipartimento di Medicina clinica e delle patologie emergenti.

"Ancor prima dell'inizio del mio mandato - dice il rettore Roberto Lagalla - quando l'intero sistema universitario del Paese fu investito da inchieste sul nepotismo e i privilegi in ambito accademico, annunciai la mia volonta' di promuovere l'elaborazione di un Codice etico per garantire procedure corrette e trasparenti.

Il Comitato e' il compimento di quell'intenzione. Sono stati scelti nomi di esperienza e di prestigio che fisseranno una griglia di regole con massima serenita' e obiettivita'. Non mi stanco di dire che la legalita', oltre che insegnata, va praticata con atti concreti".