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"Non mi dimetto
e ora ispezioni negli enti"


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"Tranquillizzo tutti: non ho nessuna intenzione di rimettere mandato e delega. Non mi dimetto". L'assessore regionale al Lavoro, Carmelo Incardona, non ci sta a farsi esautorare dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che ieri ha ufficialmente ritirato il Piano regionale dell'offerta formativa 2009 ed ha assegnato le competenze alla dirigente generale, Patrizia Monterosso


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"Tranquillizzo tutti: non ho nessuna intenzione di rimettere mandato e delega. Non mi dimetto". L'assessore regionale al Lavoro, Carmelo Incardona, non ci sta a farsi esautorare dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che ieri ha ufficialmente ritirato il Piano regionale dell'offerta formativa 2009 ed ha assegnato le competenze alla dirigente generale, Patrizia Monterosso.

Anzi, l'esponente del Pdl si difende, ribadendo che quello che ha fatto è pienamente legittimo, ed attacca sia il capo della giunta che la funzionaria che dovrebbe fargli da braccio destro, tacciati entrambi di volersi prendere meriti utili in vista della campagna elettorale per le europee di giugno.

"E' ormai evidente che c'è un problema di rapporti tra il presidente della Regione e l'esecutivo - ha detto Incardona nel corso di una conferenza stampa - che non riguarda solo la formazione, ma anche il settore energetico, l'agricoltura, le continue dichiarazioni contraddittorie di esponenti del centrodestra. Probabilmente Lombardo pensa che se le questioni vengono affrontate direttamente dal presidente dell'Mpa, il suo partito avrà un risultato alle europee. Forse, qualcuno teme di perdere consensi da una formazione moderna, dove a scegliere enti e corsi sono gli aspiranti allievi e dove chi propone attività fuori mercato è destinato a chiudere, non avendo nemmeno l'arma del ricatto del personale da dovere licenziare".

Dopo la bellicosa premessa, l'assessore è entrato nel merito del piano formativo travolto dalle polemiche. "E' giunto il momento di fare chiarezza - ha spiegato - perché la mia storia personale e politica è sempre stata improntata alla correttezza ed al rispetto della legalità. Contro di me è stato scatenato un fuoco di sbarramento non casuale, è stata montata una campagna di disinformazione e strumentalizzazione, anche a mezzo stampa, basata su dati e circostanze distorti ad arte".

Secondo Incardona il suo piano, ormai destinato ad essere completamente riscritto, era stato elaborato "seguendo le procedure previste dalla legge vigente", ovvero attraverso la pubblicazione di un bando. “Le richieste provenienti dagli enti di formazione – ha aggiunto l’assessore – sono state esaminate da un nucleo di valutazione che ha fornito agli uffici l’elenco di quelli ammissibili a finanziamento”. Ed è stato proprio il numero dei progetti approvati a determinare violente polemiche. I sindacati e l’opposizione avevano denunciato che si sarebbe verificata una proliferazione di enti e di spesa, con il conseguente ingresso di nuovo personale mentre circa mille dipendenti di strutture già accreditate avrebbero corso il rischio di finire in mobilità.

“Se c’è qualcuno che ha subito forzature ed imposizioni sono io – ha tuonato Incardona - Volevo cambiare ed innovare il sistema, ma non è stato possibile perché in realtà si vogliono garantire gli enti e non i livelli occupazionali, si vogliono autorizzare clientele e dilatare la spesa. Anche gli anni precedenti il numero di enti è aumentato. Anche gli anni precedenti il piano è stato varato in ritardo. Perché nessuno ha protestato? Perché la Cisl che ora mi attacca ferocemente non ha detto nulla in precedenza?”.

L’assessore non condivide le decisioni prese da Lombardo. “La Monterosso oggi ha firmato un decreto dirigenziale – ha sottolineato Incardona – che a me non è stato nemmeno inviato per conoscenza. Nulla da contestare sulla parte relativa al pagamento degli stipendi ai settemila dipendenti assunti a tempo indeterminato che costerà 60 milioni di euro. Lo avevo fatto anche io dopo una riunione con i sindacati il 3 aprile scorso”. Quello che non va giù all’assessore è il metodo.“Sull’onda della pressione della piazza – ha chiarito – è stato autorizzato il pagamento senza un piano, basandosi sul consolidato del 2008. Una manovra furbesca che farà ottenere ai vecchi enti lo stesso monte ore dello scorso anno. Il nucleo di valutazione, invece, aveva ritenuto ammissibili al finanziamento 564 progetti, ovvero tutti quelli che avevano raggiunto 600 punti. Ammissibili non vuol dire finanziati. Così si volevano premiare nuove professionalità, chi si appella al consolidato tutela interessi, quelli sì consolidati”.



“La verità è che il presidente mi ha impedito di trovare una soluzione e che la sua è stata una forzatura – ha precisato Incardona - La Monterosso ha issato un muro e Lombardo lo ha cementificato. Ma il sistema deve essere bonificato. Per questo porterò avanti la legge di riforma che ho presentato all’Ars e da domani disporrò ispezioni a tappeto in tutti gli enti di formazione per verificare se hanno le carte in regola”.

Incardona ha anche auspicato che serva a fare definitivamente chiarezza anche l’indagine avviata dalla magistratura, che ieri ha disposto il sequestro della documentazione del 2009 e degli anni precedenti, e la commissione d’inchiesta all’Ars