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Il vicepresidente di Confindustria Sicilia

Formazione, Barbara Cittadini:
"Serve una riforma coraggiosa"


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"La Sicilia, attraversata da una crisi senza precedenti, non puo' consentire che un settore importante, come quello della formazione professionale, sfugga ad ogni logica produttiva e alimenti invece sacche di spreco e di clientelismo".
Lo sostiene Barbara Cittadini, vicepresidente di Confindustria Sicilia con delega per Ricerca, Formazione ed Education.
"Non esiste alcuna Regione in Italia - spiega la Cittadini - che impegni quasi 250 milioni di euro per finanziare corsi che, salvo rare eccezioni, sono privi di qualsiasi legame con i fabbisogni formativi delle imprese".
Secondo la vicepresidente di Confindustria Sicilia, "la quantita' e la qualita' dei corsi di formazione, finanziati dalla Regione, con uno spropositato numero di enti, risultano non solo eccessive, ma soprattutto poco coerenti con le esigenze dell'attuale base produttiva siciliana". E aggiunge: "L'assistenzialismo che da anni appesantisce il settore va combattuto con una immediata e coraggiosa riforma. Con un processo virtuoso di riqualificazione che restituisca garanzie e dignita' sia agli insegnanti, sia ai tanti giovani che, nella convinzione di frequentare i corsi per poi trovare un lavoro, in realta' usufruiscono di un parcheggio sociale, malamente inteso come antidoto alla disoccupazione".
"I conflitti istituzionali di questi ultimi giorni - conclude il vicepresidente degli imprenditori siciliani - purtroppo non lasciano sperare in quella inversione di rotta che Confindustria Sicilia ha tenacemente e costantemente sollecitato.
Nel momento in cui la crisi e la ristrettezza delle risorse impongono sacrifici a tutte le componenti del tessuto sociale, una gestione fuori controllo della formazione sarebbe segno di scarsa sensibilita' da parte di chi dovrebbe adottare le conseguenti determinazioni politiche".