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I dirigenti nel ciclone

Nuovo scontro alla Regione
Sospesi Genchi e Pellerito


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Sospesi per quattro anni per non aver raggiunto i risultati previsti nel 2006. Nella Regione che litiga senza sosta si arricchisce di un'altra puntata la telenovela degli incarichi per Gioacchino Genchi, il dirigente dell'assessorato al Territorio andato allo scontro sui termovalorizzatori con l'ex direttore generale dell'assessorato di via Ugo La Malfa, Pietro Tolomeo: il funzionario regionale, stando alle denunce della Cgil e del capogruppo del Pd all'Ars Antonello Cracolici, è stato esonerato dagli incarichi dirigenziali fino al 2013. La stessa sorte è toccata ad Alessandro Pellerito, che come Genchi era stato assegnato alla segreteria del dirigente generale. L'atto, secondo Genchi, che però non ne ha ancora visto il testo integrale, si baserebbe su elementi “intrinsecamente falsi”.

Una guerra lunga due anni. Lo scontro è cominciato a gennaio 2007, quando è arrivata la prima revoca dell'incarico per Genchi, seguita cinque mesi più tardi da un provvedimento analogo per Pellerito. “Dopo – spiega il funzionario – sono stato tenuto in una stanza senza avere nessun incarico. Ho presentato una segnalazione alla Corte dei Conti per questo motivo”. Un mese fa, poi, la svolta: il Cga ha depositato un parere dell'anno precedente che dà indicazione alla Regione di reintegrare Genchi e Pellerito al proprio posto, ma l'atto non è ancora stato controfirmato dall'ufficio legislativo e legale della Regione, bloccato dall'impasse dovuta alla nomina di Romeo Palma. Un pasticcio, insomma.

Un assessorato in trincea. Non ha pace, l'assessorato guidato da Pippo Sorbello. L'assessore Mpa è in guerra permanente con il suo collega all'Industria Pippo Gianni, e ancora ieri aveva contestato la quantificazione del rimborso per le aziende che hanno vinto la prima gara per i termovalorizzatori, subito rintuzzato dal direttore dell'Agenzia dei rifiuti Felice Crosta. Oggi la nuova tegola. Sulla quale non è stato possibile ottenere una replica.

Cgil e Pd gridano allo scandalo. Durissima la reazione di Cgil e opposizione. Per Italo Tripi e Michele Palazzotto, rispettivamente segretari generali della Cgil siciliana e della Funzione pubblica, “questo atto si configura come la chiusura del cerchio attorno a un dirigente regionale e ai suoi collaboratori che si è battuto per l'affermazione della legalità all'interno dell'amministrazione regionale semplicemente applicando le leggi in difesa dell'ambiente e del territorio", con una mossa che secondo il sindacato è “persecutoria”. “Siamo di fronte ad un fatto gravissimo – aggiunge Cracolici, che sull'argomento annuncia un'interrogazione urgente con risposta in commissione –. Genchi è un funzionario integerrimo che si è occupato di vicende importanti, dai termovalorizzatori ad impianti inquinanti nel nostro territorio: mi auguro che il presidente della Regione intervenga per consentire ai dirigenti di portare avanti il loro lavoro”.