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Dissequestrati i documenti sigillati dal Ros

Il superconsulente:
"Mio operato sempre legittimo"


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L'aveva detto subito dopo la perquisizione dei suoi uffici da parte del Ros, ora il tribunale del Riesame di Roma gli ha dato ragione: il materiale trovato negli uffici e nella casa del superconsulente Gioacchino Genchi è stato dissequestrato. Fra i documenti che erano stati sigillati al vicequestore, anche delicate indagini, ancora in corso, che Genchi stava svolgendo per diverse procure fra cui proprio quella di Roma.

"Sono contento come può essere contento un uomo che ha sempre creduto nella giustizia - ha detto Genchi alle agenzie - La mia sofferenza per quanto subìto è stata soppiantata dalla tragedia che ha afflitto la popolazione abruzzese". A confermare la presenza di documenti su indagini in corso è lo stesso superconsulente. "Nei dati che mi avevano sequestrato ci sono file riservatissimi che riguardano indagini in corso promosse da varie procure compresa quella di Roma ed ancora da varie procure calabresi, di quella di Catania e altre procure siciliane". Si tratta di reati come omicidio e strage. "Il mio operato era assolutamente legittimo - ha concluso Genchi - come lo era quello dei magistrati di Catanzaro e di Salerno per i quali stavo lavorando e ho continuato a lavorare anche dopo il sequestro".