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Pasqua

E a Licata per la pioggia
si "impacchettano" le statue


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Teli di plastica sulle statue del venerdi santo, a Licata. Non si tratta di una sortita di “Land Art”, come ha fatto tra New York, Milano e Roma, un artista contemporaneo che, neanche a dirlo, per ironia della sorte si chiama Christo. Celebri i suoi impacchettamenti con chilometri di cellophane delle mura aureliane a Roma, di piazza Duomo a Milano o del Pont Neuf di Parigi. No, qui il maltempo ha rischiato di mettere in pericolo una tradizione secolare, con le statue di cartapesta portate in spalla dai confrati di San Girolamo in una processione ancora molto sentita dai cittadini. Gli improvvisi rovesci d’acqua avrebbero distrutto irrimediabilmente le sculture esposte per troppo tempo agli scherzi del meteo. E così la caratteristica “annacata”, cioè il passo lento e cadenzato che al suono delle marce funebri sottolinea il dramma della “Giunta” cioè l’incontro tra Gesù e la Madonna e il sofferto procedere del Crocifisso, ha lasciato il posto a una frettolosa processione, con provvidenziale impacchettamento di cellophane sotto la pioggia.

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