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Aggressione ad Antonio Cognata

La ricostruzione dell'aggressione


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aggressione, cognata, teatro massimo, Cronaca
Giovedì sera, il sovrintendente del teatro Massimo, stava tornando a casa al termine della giornata di lavoro, come fa ogni giorno. Era appena arrivato sotto casa, in via Dante, quando davanti al portone, all’improvviso,  ha percepito qualcuno alle sue spalle, che, senza dire una parola, gli si è buttato contro, lo ha fatto cadere ed ha cominciato a prenderlo a calci.
Un uomo corpulento, con il volto scoperto ed un cappellino in testa, lo ha picchiato per alcuni lunghissimi istanti con estrema violenza. Da terra il sovrintendete ha cercato di difendersi, ha gridato aiuto. Ma la strada era vuota. Forse a causa del fango sul marciapiede, l’assalitore è scivolato. Antonio Cognata ha approfittato dell’insperato momento di tregua per tentare di rialzarsi. Anche l’aggressore si è sollevato e, forse stupito dalla reazione del dirigente, è scappato. A piedi ha raggiunto un complice che si trovava poco distante, a bordo di una motocicletta, e sono fuggiti. Mentre si allontanavano, il dirigente ha cercato di prendere il numero di targa del mezzo, ma non c’è riuscito perché il fuggiasco l’ha coperta con i piedi.
Secondo i medici del pronto soccorso i calci avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi. La diagnosi parla di una frattura all’omero e trenta giorni di prognosi.
Al sovrintendente è stata immediatamente assegnata una scorta.