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L'istituto resta al Banco di Sicilia

Unicredit, salta la cessione
dell'Irfis a Banca Nuova


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Il "no" più volte ventilato, alla fine, è arrivato. Puntuale. La dead line era fissata per l'11 aprile e, allo scadere del termine, Bankitalia ha ufficializzato il suo "no" alla cessione a Banca Nuova (gruppo Popolare di Vicenza) del 76,26% dell'Irfis, l'istituto di mediocredito siciliano appartenente per il 76% al Banco di Sicilia (gruppo Unicredit) e per il 21% alla Regione siciliana (il restante 3% è diviso tra soci minori)

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Il "no" più volte ventilato, alla fine, è arrivato. Puntuale. La dead line per la cessione a Banca Nuova (gruppo Popolare di Vicenza) del 76,26% dell'Irfis, l'istituto di mediocredito siciliano appartenente per il 76% al Banco di Sicilia (gruppo Unicredit) e per il 21% alla Regione siciliana (il restante 3% è diviso tra soci minori) era fissata per l'11 aprile e, questa volta, Unicredit ha deciso di non far passare altro tempo: "In relazione all'accordo, stipulato lo scorso 16 maggio 2008, per la cessione da parte del Banco di Sicilia (Gruppo Unicredit) a Banca Popolare di Vicenza di una quota pari al 76,26% del capitale sociale di Irfis - Mediocredito della Sicilia - si legge in una nota del gruppo bancario  - alla scadenza del termine contrattualmente convenuto, non si sono verificate alcune delle condizioni sospensive previste dal contratto medesimo, fra le quali il completamento dell'istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione da parte dell'autorità di vigilanza. Alla luce di ciò - conclude la nota - le parti, anche al fine di meglio salvaguardare l'interesse di Irfis, hanno convenuto di non prorogare ulteriormente la durata del contratto alla sua scadenza fissata all'11 aprile 2009".

Salta, quindi, l'operazione da 82 milioni di euro che prevedeva, tra le altre cose, il passaggio della metà dei 130 dipendenti dell'Irfis (gli altri sono già stati ricollocati all'interno di Unicredit) in Banca Nuova. Ma  il mancato placet di Bankitalia dovuto, secondo alcune voci interne agli ambienti bancari, al risultato di un'ispezione effettuata nel gruppo Popolare di Vicenza, riapre la partita. E le ipotesi sul futuro dell'Irfis, a questo punto, sono numerose.

Già qualche settimana fa il governatore Raffaele Lombardo, aveva ventilato la possibilità di creare un fondo per le agevolazioni alle imprese, "attraverso una governance unica delle risorse attualmente erogate da Ircac, Crias e Irfis". E per farlo, l'assessore regionale al bilancio, Michele Cimino, aveva già detto di avere intenzione di "acquisire le quote del Banco di Sicilia". A questo punto, comunque, la palla torna in Unicredit che potrebbe decidere di rimettere l'Irfis sul mercato o inglobarla nel mondo Unicredit. Ma, adesso, è troppo presto per dirlo.