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Centrosinistra in piazza a Palermo

Manifestazione contro Cammarata
Gli organizzatori: “In 5mila a dire basta”


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“Forse Cammarata sta pregando perché piova ancora più forte sulla nostra manifestazione, ma i cittadini sono con noi perché tutta la città sta patendo un sindaco che non serve”. Davide Faraone, capogruppo del Pd al Comune e deputato regionale, commenta così il breve acquazzone che non scoraggia il lungo corteo di imprenditori, disoccupati, studenti, senza casa, volontari di associazioni cittadine che da Piazza Verdi ha sfilato, questa mattina, fino a Palazzo delle Aquile per protestare contro l’amministrazione guidata dal sindaco Cammarata. Bandiere della Cgil, e del centrosinistra hanno colorato il variopinto corteo insieme a rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti. Secondo gli organizzatori in piazza sono scesi in 5mila. Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell’Idv, ha voluto sottolineare come “la città abbia detto basta all’ immobilismo del governo cittadino, capeggiato da un sindaco eletto grazie ai brogli e quindi abusivo”.
“Veniamo da 8 anni nei quali l’amministrazione si è chiusa di fronte ai bisogni della gente e lo dimostra la presenza con noi oggi di Confcommercio e Confesercenti – dice Fabrizio Ferrandelli, capogruppo dell’Idv - Chiediamo lo sblocco delle opere cantierabili e l’offerta di una casa a chi vive oggi nei container”. “Palermo è la città che sta pagando il prezzo più alto della crisi dichiara - Sergio D’Antoni, vicepresidente della commissione Finanze alla Camera e responsabile Mezzogiorno del Pd-  ha la pressione fiscale più alta d’Italia. Occorre una mobilitazione regionale e nazionale per far capire che povertà e disoccupazione vanno affrontati con altri mezzi. Non si capisce come Tarsu, Irpef e Irap siano le più costose del Paese”.  “Siamo qui per svegliare l’amministrazione e chiedere un tavolo di confronto comune – afferma Antonello Di Liberto, vicepresidente vicario della Confcommercio - Non chiediamo le dimissioni di nessuno, ma vogliamo concertazione con il mondo delle imprese. Oggi non siamo disponibili, come non lo siamo stati ieri con le Ztl, a subire provvedimenti inutili e dannosi all’economia della città. In questo periodo di crisi globale è difficile dire quale settore soffre di più, sicuramente il tessile è uno di questi”. E sullo stato di salute dell’economia cittadina Di Liberto cita i dati dell’osservatorio economico della Camera di Commercio: “Il Pil di Palermo è 30 punti al di sotto di quello nazionale e se la pubblica amministrazione a Roma incide per il 20% qui incide sul nostro Pil per il 30%”. Dello stesso avviso anche Giovanni Felice, presidente provinciale della Confesercenti di Palermo: “A preoccuparci è il silenzio di questa amministrazione – dice – dalla stampa apprendo che il sindaco si è lamentato di alcuni suoi assessori che però sono ancora al loro posto, ciò dà il senso del vuoto amministrativo di questa città”. “Lentamente ma con costanza questo sindaco ha lavorato alla distruzione della città – ribatte Antonella Monastra, consigliere comunale per Un’altra storia - I responsabili di questo disastro devono pagare”.

In piazza anche associazioni di volontariato come la “Madre Serafina Farolfi”, impegnata  dal 1997 a offrire assistenza e case alloggio ai genitori di bambini malati. “Le nostre case sono ora occupate dalle famiglie sfrattate, una croce che ci ha imposto il sindaco, ma noi vorremmo che lui trovasse altre soluzioni per loro, per poter continuare ad ospitare i bambini malati di tumore”.
Tra i manifestanti, lungo il corteo ci sono anche il consigliere comunale Rosario Filoramo, il segretario generale della Cgil siciliana, Italo Tripi e Vincenzo Agostino, il padre di Antonio Agostino, il poliziotto ucciso nel  1989 insieme alla moglie Ida Castellucci a Villagrazia di Carini.
Presenti anche i lavoratori della “Palermo Ambiente”, dell’Alicos, i pensionati contrari ai tagli agli abbonamenti sociali dell’Amat,i lavoratori dei cantieri navali, il comitato di “Lotta per la casa 12 luglio”. E poi gli studenti dell’ Udu, l’Unione universitari, per chiedere “Maggiore sicurezza nelle strutture scolastiche – dice Marco Sucameli – un canone concordato con gli studenti che dia sgravi fiscali ai proprietari di case per bloccare gli affitti in nero e trasporti agevolati per raggiungere le sedi universitarie e una carta di accesso gratuito a musei, librerie, cinema”. “E’ la peggiore amministrazione che Palermo abbia mai avuto – insiste Faraone che affronta anche il problema del deficit dell’Amia – cosa doveva fare ancora Galioto per essere querelato? Più di 120 milioni di debito non sono sufficienti?”.
Chiude la manifestazione Veronica Moncada che in piazza Pretoria canta dal vivo “Ca mma ra tà”, la parodia del testo “Sincerità”, la canzone con cui Arisa ha vinto Sanremo e che è diventata un tormentone cantato persino da alcuni migranti in piazza.