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Scontro Italia-Malta

La Pinar ancora ferma
L'armatore lancia l'allarme


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Baris Erdogdu, l'armatore del mercantile turco Pinar, è chiaro: "La situazione è tragica. Servono coperte e acqua non potabile: le cisterne sono ormai a secco". La nave, che nei giorni scorsi ha intercettato e preso a bordo 154 immigrati nel Canale di Sicilia, è da 48 ore al centro di un contenzioso internazionale tra Malta e Italia. Una lite che costringe il mercantile ad una sosta forzata sosta al limite delle acque territoriali italiane. Erdogdu lancia dunque l'allarme affinchè i due Paesi risolvano al più presto la vicenda ponendo fine a questa situazione che rischia di precipitare da un momento all'altro.
Le 152 persone a bordo della nave sono state sistemate sul ponte dal momento che le stive sono piene di grano. Tra i migranti presi a bordo figurano 37 donne, due delle quali incinte, e una quarantina di minori. Ieri intanto il cadavere di una donna incinta, scoperto sul barcone intercettato, era stato sistemato su una scialuppa.
Intanto da Catania, in elicottero, è giunto sul Pinar uno staff medico col compito di valutare le condizioni fisiche dei migranti.

Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha fatto sapere di aver "impartito già ieri istruzioni all'ambasciatore italiano a Malta, Andrea Trabalza, di compiere passi al massimo livello per sollecitare un adeguato intervento da parte delle Autorità della Valletta". Frattini, inoltre, avrebbe "rivolto all'Unione Europea un pressante appello affinché l'Agenzia Europea per la gestione ed il controllo delle frontiere esterne (Frontex) assolva con la necessaria rapidità ed efficacia agli impegni che le sono propri, ed assicuri una soluzione urgente ad una dolorosa questione che non può che travalicare l'ambito bilaterale italo-maltese, e piuttosto investe in pieno le competenze e le responsabilità dell' intera Unione".