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Il superconsulente dell'inchiesta "Why not"

Genchi: "La procura di Roma
trattiene l'archivio"


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Nonostante la pronuncia del tribunale del Riesame di Roma che annulla il sequestro attuato dal Ros dei carabinieri il 13 marzo scorso, Gioacchino Genchi non ha ancora riavuto indietro il suo archivio. Nei dati sequestrati ci sarebbero indagini che coinvolgono alcuni magistrati della procura di Roma, la stessa che ha disposto la perquisizione dei suoi uffici

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"La Procura di Roma, nonostante l'integrale annullamento di entrambe le perquisizioni e i sequestri operati illegittimamente dai carabinieri del Ros, ha rifiutato la restituzione dei dispositivi elettronici e dei dati". Così Gioacchino Genchi, il superconsulente dell'inchiesta "Why not", scrive in una nota diramata alla stampa. Dopo il sequestro del 13 marzo scorso il tribunale del Riesame aveva, infatti, disposto la restituzione dell'archivio elettronico al vicequestore di Castelbuono. Ma, secondo quanto sostiene Genchi, nulla è tornato indietro e per questo si chiede "l'immediato intervento del Capo dello Stato, del procuratore generale di Roma e del procuratore di Perugia".

Il problema è che "i dati in sequestro riguardano indagini riservatissime di varie autorità giudiziarie che contengono precise acquisizioni e intercettazioni telefoniche riguardanti gli stessi magistrati che hanno proceduto al sequestro e un altro magistrato, già in servizio alla procura di Roma e di recente nominato a un incarico ministeriale". Qundi si tratta di atti che coinvolgono in parte gli stessi magistrati che hanno disposto il sequestro. L'autorizzazione a indagare sui magistrati romani fu data dall'allora pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, titolare dell'inchiesta. "Il sinedrio della magistratura romana - conclude il superconsulente - intende stravolgere le regole e i principi dell'ordinamento giuridico. Siamo in presenza di un atto eversivo di proporzioni inaudite".