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Palermo, ecco la relazione del commissario

"Fiera del Mediterraneo
in coma irreversibile"


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Coma irreversibile (come abbiamo esemplificato nel fotomontaggio di copertina). E’ così che Salvatore Lanzetta, commissario straordinario della Fiera del Mediterraneo, ha definito lo stato di salute dell’ente palermitano ormai ad un passo dalla chiusura definitiva e dalla probabile privatizzazione.
Una sconfortante diagnosi basata su sintomi gravissimi: un deficit da 17 milioni di euro, indagini della magistratura contabile e condanne nei confronti degli amministratori che si sono succeduti negli ultimi dieci anni, un impressionante mole di contenzioso con i 37 dipendenti da mesi con le mani in mano e senza stipendio, folle di creditori che pignorano mobili, quadri, computer e perfino palme ormai aggredite dai parassiti, venti padiglioni al collasso per mancanza di manutenzione, viali invasi dai rifiuti perché non è più possibile nemmeno garantire un contratto per le pulizie.

I passaggi della relazione
Una condizione di totale dissesto, insomma, descritta minuziosamente dal commissario in una relazione consegnata ai parlamentari regionali il 18 febbraio scorso, nel corso dell’audizione convocata in terza Commissione proprio per affrontare la difficile situazione finanziaria. “La Fiera è in coma irreversibile – ha detto Lanzetta all’Ars – Presenta un deficit di circa 17 milioni di euro, di cui 3,2 milioni nei confronti dell’Agenzia delle entrate e circa 2 milioni verso l’Inps, cosa che determina possibili risvolti penali”.
Altro capitolo scottante riguarda i precedenti amministratori dell’ente. “Risultano indagini della magistratura contabile nei confronti delle gestioni di Giovanna Livreri e Alessandro Trezza – ha spiegato - e c’è una sentenza di condanna in primo grado da parte della Corte dei Conti per 300mila euro nei confronti dell’ex commissario straordinario Stapino Greco, attualmente in fase di appello”. A tutto questo Lanzetta ha aggiunto la “devastante situazione logistica”, definita “al di là di ogni possibile immaginazione”.
“Sono stati pignorati mobili, i quadri, i supporti informatici – ha raccontato – e perfino le palme con annesso punteruolo rosso. I beni sono in vendita giudiziaria, compresi quadri di inestimabile valore sui quali soltanto ora la Sovrintendenza pare abbia deciso di esercitare il diritto di prelazione”. Intervento che non ha sortito alcun effetto, visto che da febbraio ad oggi due dipinti del pittore Alfonso Amorelli sarebbero stati svenduti all’asta giudiziaria per appena 10mila euro a fronte di un valore stimato di 100mila euro.
In merito alle condizioni finanziarie della Fiera, il commissario ha sottolineato che l’ente “non ha un servizio di tesoreria” e che “con i conti correnti aggrediti dai creditori” ha dovuto affrontare il problema del pagamento degli stipendi ai dipendenti. “Dovendo trovare un meccanismo per pagare le retribuzioni prima che venissero prese dai creditori e per potere utilizzare i 900mila euro di fondi Por – ha detto – ho dovuto dare la disponibilità alla cassa regionale, con tutte le conseguenze in tema di responsabilità contabile”.

Un emendamento per gli stipendi arretrati
Adesso, per pagare gli stipendi arretrati, è stato approvato un emendamento, inserito nella finanziaria regionale 2009 che dovrebbe essere approvata la prossima settimana, che autorizza il pagamento di un milione di euro proprio per salvaguardare i salari.
In un altro passaggio dell’audizione, Lanzetta ha precisato che negli ultimi dieci anni “a causa dell’inerzia degli organi sociali”, ovvero Comune e Camera di Commercio, la Regione, in qualità di ente di vigilanza, ha dovuto affidare la gestione a commissari straordinari. Infine, l’attuale commissario ha ribadito che “non sussistono le condizioni minime di sicurezza” e che “in mancanza di manutenzione la struttura è al collasso, i padiglioni hanno i vetri rotti, i rifiuti non vengono più rititari, ci sono problemi igienico-sanitari perché c’è un contratto temporaneo di solo tre mesi per garantire l’igiene”.  Il vero problema, però, a detta di Lanzetta, è quello occupazionale. Il commissario ha ricordato “l’impressionante mole di contenzioso con i dipendenti”. Per i 37 lavoratori il suggerimento del commissario è stato quello di ricorrere alla mobilità. Ma per avviarla bisogna risolvere un problema. Il decreto legislativo 165 del 2001, infatti, impedisce che i dipendenti degli enti pubblici economici, come la Fiera, possano essere spostati ad altri enti o amministrazione pubbliche. Un ostacolo che, al momento, sarebbe stato superato solo per due lavoratori spostati all’Arpa, che ha ottenuto una deroga a questa legge. Ma per gli altrri ci vorrebbe una legge ad hoc. Una delle ipotesi è che vengano assoribiti dalla società Multiservizi, dove sono già stati dirottati i colleghi delle società partecipate.
La soluzione potrebbe arrivare con l’approvazione della legge di privatizzazione che l’assessore regionale alla Cooperazione, Roberto Di Mauro, ha annunciato di portare questa sera all’esame della giunta.  La strada della privatizzazione, tuttavia, nei mesi scorsi ha suscitato perplessità tra alcuni componenti della commissione. Secondo l’onorevole Francesco Mineo, infatti, “è impercorribile l’affidamento della struttura a privati” mentre il rappresentante di categoria della Cgil, Cangemi, ha fatto notare che “nessun privato acquisterà un ente gravato da tanti debiti”.

La Campionaria chiude
Al termine della sua relazione, il commissario ha annunciato che non ci sono le condizioni per fare la Campionaria. “Non resta che liquidare l’ente – ha concluso - e decidere la destinazione dell’area”. Gli 83 mila metri quadrati della Fiera del Mediterraneo di proprietà del Comune, secondo un progetto di lottizzazione mai messo da parte, potrebbero essere utilizzati per edificare palazzi destinati a civile abitazione.