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Quei vecchi delitti irrisolti
Su "S" le scoperte degli investigatori


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Un vecchio delitto di mafia, risalente agli anni Settanta, riaperto per le parole di “una fonte stranissima”. È l'ultima impresa della sezione Omicidi della Squadra mobile di Palermo, che attraverso una task force dedicata ai delitti irrisolti sta mettendo mano a un assassinio messo a segno all'Addaura oltre trent'anni fa: la squadra che si occupa dei “Cold case”, come nella serie televisiva in onda su Fox e sulla Rai, è stata ritratta da Enzo Mignosi sul numero di “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca, in edicola da sabato 25 aprile.

Gli investigatori non possono fornire dettagli sul crimine irrisolto che stanno analizzando. Certo è che all'epoca a indagare furono i “big” della Squadra mobile, che sul luogo del delitto trovarono numerosi mozziconi di sigaretta, segno che killer e vittima avevano fumato insieme. Proprio da quell'elemento partirà la squadra dedicata ai delitti irrisolti, che opera agli ordini del vicequestore aggiunto Carmine Mosca: i mozziconi di sigaretta dovranno essere analizzati dopo “una notizia del tutto casuale”, come si limita a specificare lo stesso Mosca.

L'ultimo successo della squadra ritratta su “S” è legato a uno dei casi più anomali dell’ultimo decennio: il duplice omicidio avvenuto a mezzogiorno del 23 aprile 2002 nella piazza del mercato popolare di Borgo Vecchio. Agli uomini di Mosca si deve anche la soluzione del rompicapo legato all'omicidio di Roberta Riina, a Partinico, portando alla condanna di Emilio Zanini. E fra i casi da risolvere c'è pure l’omicidio di Giuseppe Di Filippo, cugino del pentito Pasquale, risalente al 1985: un delitto considerato all'epoca di matrice mafiosa, ma al quale adesso gli investigatori attribuiscono un movente passionale. Alla faccia del delitto perfetto.