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Un nuovo bando per i termovalorizzatori
Ma è una corsa contro il tempo


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Economia, energia, lombardo, palermo, sicilia, termovalorizzatori, Politica
Il governo Lombardo ha deciso: per la costruzione dei termovalorizzatori in Sicilia si farà un nuovo bando. Il compito di predisporre la gara è stato assegnato all’Arra, l’agenzia regionale per i rifiuti e le acque. Ma sarà una corsa contro il tempo perché se non si arriverà alla pubblicazione entro domenica c’è il rischio di pagare penali salatissime.
L’organismo, guidato da Felice Crosta, dovrà rielaborare il procedimento che era già stato messo a punto e successivamente congelato. Il presidente Lombardo ha chiesto all’Agenzia di rispettare le norme comunitarie, nazionali e regionali e, soprattutto, di adeguare il bando alle prescrizioni dettate dalla sentenza della Corte di Giustizia Europa del 17 luglio 2007.
La sentenza in questione aveva definito illegittima la precedente procedura di aggiudicazione per mancata applicazione della normativa che disciplina l’appalto di servizi. Se adesso il nuovo bando dovesse contenere clausole tali da impedire la partecipazione di imprese diverse dalle vecchie aggiudicatarie, a causa dell’obbligo di pagare un risarcimento di 200 milioni di euro, ci sarebbe il concreto rischio di una nuova bocciatura.
Secondo le indicazioni dell’esecutivo, il bando dovrà prevedere la realizzazione di impianti e progetti che sfruttino le più recenti tecnologie di salvaguardia ambientale oggi esistenti. C’è, inoltre, la questione del sovradimensionamento. I termovalorizzatori, infatti, dovranno tenere conto dell’incremento stimato della raccolta differenziata dei rifiuti, in ottemperanza alle direttive comunitarie.
I quattro mega impianti previsti in precedenza, da costruire a Bellolampo, Paternò, Augusta e Casteltermini, erano stati progettati per una potenzialità standard di 2.604.410 tonnellate/anno di rifiuti contro una produzione consuntiva nell’anno 2004 pari a 2.544.316 tonnellate. Insomma, erano stati pensati per ‘bruciare’ il 100% dei rifiuti prodotti.
Sulle decisioni di Lombardo sembra avere avuto un peso l’esposto presentato da un gruppo di associazioni ambientaliste ed il movimento di protesta che ha indirizzato a Palazzo d’Orleans centinaia di mail di contestazione.
Linea non condivisa affatto dal responsabile dell’Agenzia dei rifiuti e delle acque che ha sollevato l’allarme sulla possibilità che ricominciare da capo possa portare all’emergenza ambientale e alla perdita definitiva dei contributi Cip 6.