Live Sicilia

Film

“Isola Nuda”, una palermitana
racconta la condanna dei gay


Articolo letto 632 volte

VOTA
0/5
0 voti

Catania, film, isola nuda, omosessuali, proiezione, torino, Zapping
Una minaccia “per la sanità e il miglioramento della razza …”.  Con questa motivazione una quarantina di omosessuali di Catania vengono arrestati e condannati  al confino a Ustica dove saranno sottoposti ad una serie di interrogatori e di umilianti ispezioni corporali. E’ il 1939, e quello che per molti è ancora un reato sconosciuto, per il regime fascista diventa un pericolo per la morale nazionale da combattere. A quel fatto di cronaca si ispira il documentario “Isola nuda” della palermitana Debora Inguglia , presentato in anteprima al National Film Theatre di Londra nel 2007 e ora in concorso nella 24esima edizione del Torino GLBT Festival 2009 (il festival cinematografico a tematiche gay e lesbiche) dove sarà proiettato il 29 aprile.
La dimensione dell’Isola e del confino, in quanto allontanamento dall’ordinario spazio sociale, si trasforma in una sorta di non-luogo che in alcuni dei pederasti facilita una progressiva liberazione. Quello che nei fatti sembra essersi verificato, anche se solo a tratti, e che la regista documenta, è un progressivo e sottile ribaltamento delle sorti e cioè il trasformarsi di un’ isola adibita a spazio di prigionia in uno spazio di libertà.
Per girarlo l’autrice  ha privilegiato “Un approccio che punta sulla fotografia come essenziale canale di comunicazione della storia – spiega - un cinema visivo dove la dimensione del tempo reale svanisce e i limiti tra il presente e il passato sono annullati in una dimensione soggettiva del tempo”. Il documentario è prodotto dall’associazione culturale Visionaria di Palermo in collaborazione con la Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Educazione Permanente e la Sicilia Film Commission.