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Si parte da Ragusa

Randagismo, la Regione
vara un nuovo piano


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Lassessore regionale Massimo Russo

L'assessore regionale Massimo Russo



La Regione e il governo nazionale insieme contro l'allarme randagismo. Si partirà da un  progetto pilota per affrontare il problema in Sicilia, partendo dalla provincia di Ragusa, dove lo scorso 15 marzo un bambino di nove anni attaccato da un branco di cani rimase ucciso.  L'iniziativa è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini e dall'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, che oggi si sono incontrati in un vertice istituzionale per affrontare il tema del randagismo, presente, tra gli altri, il sindaco di Palermo Diego Cammarata nella sua veste di presidente dell'Anci.
Tra i principali punti del piano c'è l'istituzione di un'unità di coordinamento, che potrà contare sul sostegno del ministero, come ha precisato il sottosegretario Martini, una attività di ricognizione dei cani randagi, di cattura e di sterilizzazione, ma anche la costruzione di canili “con standard di eccellenza”, ha precisato Martini. Il piano partirà da Ragusa e si estenderà a tutta la Regione.
Russo ha ricordato che ci sono circa un milione di euro di somme non spese, ma che nel bilancio sarà presentato un emendamento per stanziare cinque milioni all'anno: “Sarà così finalmente attuata la buona legge del 2000 che era rimasta inapplicata in attesa dei regolamenti attuativi, che ora ci sono”. Altri elementi del piano sono una maggiore responsabilizzazione dei proprietari degli animali e un coinvolgimento dei veterinari: “In Sicilia sono moltissimi, circa 800, rappresentano una grande risorsa”, ha detto il sottosegretario Martini. Russo, infine, ha sottolineato il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, i cui rappresentanti erano presenti questa mattina, nell'attuazione del progetto.