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Il dottor Sottile

Il panierino di Russo


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Per favore, prendete un cilicio perche' qui c'e' un penitente che deve recitare un atto di dolore: "miserere nobis". Per favore cospargete di cenere e fango la testa di chi ha scritto, anche con malcelata malizia, che l'assessore regionale alla Sanita', Massimo Russo, non ha le doti carismatiche e sapienziali dell'uomo politico. Pentitevi, o dissacratori, pentitevi. Perche' il magistrato puro e duro voluto in giunta da Raffaele Lombardo per cacciare dal tempio i mercanti della salute, ha dato ieri prova di essere un uomo cosi' votato alla politica che in meno di un anno e' riuscito ad assimilare le lezioni di Machiavelli e Guicciardini, di Moro e don Sturzo. Non solo. A giudicare delle sue ultime gesta, si puo' anche affermare al di la' di ogni ragionevole dubbio che ha assorbito persino l'acutezza di Baltasar Gracian e l'intero "Oraculo manual y arte de prudencia" scritto dal grande gesuita spagnolo per salvaguardare i grandi del Seicento dalle trappole della vita.
Contrordine dunque, o perfidi giornalisti. Massimo Russo, da giovedi' 23 aprile, e' a tutti gli effetti un uomo politico di grande statura e levatura. E per accorgersene basta leggere la nota, diffusa da tutte le agenzie di stampa, con la quale i suoi portavoce hanno voluto dare notizia di come l'assessorato ha ritenuto di dovere ripartire gli otto miliardi e 145 milioni di euro che il Fondo sanitario nazionale ha messo a disposizione della Sicilia per il 2009. Da che mondo e' mondo e da che legge e' legge, la quota del Fondo sanitario nazionale va ripartita secondo percentuali ben codificate: il 51 per cento delle risorse va alla medicina territoriale, il 44 per cento a quella ospedaliera e il 5 per cento alla prevenzione. Ma quest'anno il puro e duro della Sanita' ha voluto interpretare la legge con un pizzico di creativita' e ha deciso di decurtare dalla somma complessiva un panierino di 250 milioni (in lettere: duecentocinquanta milioni di euro) che resteranno nella sua totale disponibilita' per spesucce che gli addetti ai lavori non riescono ancora bene a inquadrare.
La lettura della nota diramata alle agenzie non aiuta a capire. Vi si legge che l'assessore ha trattenuto cinque milioni di euro "per la gestione diretta" di alcuni "finanziamenti inerenti l'attivita' sanitaria"; 81 milioni e passa quale accantonamento per "progetti obbiettivo"; e quasi 163 milioni per spese impreviste.
Per carita', Russo e' un uomo di legge e di rigore. Un moralista senza se e senza ma. Ogni sospetto sarebbe dunque a dir poco blasfemo. Ma, detto questo, e' lecito obiettare che la definizione "finanziamenti inerenti l'attivita' sanitaria" e' quantomeno generica? E' un'irriverenza ricordare che nell'amministrazione del denaro pubblico la genericita' dei riferimenti e' sorella stretta della discrezionalita'? E' un peccato chiedere quali sono i "progetti obiettivo" che impegneranno nel 2009 le risorse umane e professionali dell'assessorato, e di cui nessuno finora ha sentito minimamente parlare?
Dopo il logoramento dovuto al lungo e tormentato iter della riforma sanitaria, Russo ha cercato comprensibilmente di dimostrare - anche con interviste destinate a renderlo "famoso nel mondo e in altri siti", come avrebbe detto Donizetti - che, oltre a essere un magistrato buono e coraggioso, e' anche un abile uomo politico. Fino a ieri non c'era riuscito, ma da quando ha firmato il decreto sulla ripartizione del Fondo sanitario, ormai puo' cingersi il capo con l'alloro. Oltre alla lezione di Machiavelli, Guicciardini e Gracian ha imparato anche l'antica e collaudata lezioncina di Giulio Andreotti, secondo il quale il potere logora chi non ce l'ha. Con un corollario: che il potere c'e' se ci sono soldi da assegnare e da spendere. Possibilmente, con ampi margini di discrezionalita'. Il panierino lo aiutera'.
(ITALPRESS).