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Rosario Cona aveva 63 anni

Gli amici ricordano il custode:
"È morto per amore del suo lavoro"


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, Cronaca
Uno scorcio di Villa Trabia

Uno scorcio di Villa Trabia



Morire per una raffica di vento, a più di cento chilometri orari certo, ma pur sempre vento. Scirocco. Violentissimo, che riesce a far staccare un grosso ramo da una pianta secolare in uno dei giardini più belli di Palermo, quello di Villa Trabia. Un ramo doppio che ha colpito violentemente alla testa uno dei custodi, Rosario Cona, di 63 anni, un ex lsu stabilizzato alla Gesip ed in servizio da otto anni nel parco, uccidendolo sul colpo. “Ero dentro – racconta tra le lacrime Enzo Visita, un collega dell’uomo, che lascia una moglie e due figli grandi – non ho visto la scena. Ho solo sentito le grida, qualcuno che mi diceva di chiamare un’ambulanza”. E l’ambulanza è arrivata, ma il corpo di Cona “è giunto senza vita all’ospedale Villa Sofia”, come afferma il primario del Pronto soccorso, Baldassare Seidita. Sul posto è intervenuta la polizia e la procura ha aperto un’inchiesta.
“Rosario era il lavoro fatto persona – prosegue commosso Visita – e come operaio faceva spesso più del dovuto… Scherzavamo sempre, lui mi diceva 'vedi Enzo, ho fatto sette ore e dieci minuti', mezz’ora in più del dovuto...Un uomo tranquillo, squisito. Lo conosco da tanti anni – continua con difficoltà – entrambi lavoratori socialmente utili, prima lavoravamo insieme a Palazzo Ziino. Facevamo i custodi anche lì. Ne abbiamo viste tante. Ricordo la gioia quando finalmente fummo stabilizzati…” è’ il pianto ad interrompere la telefonata.
“Un eccesso di zelo – spiega Mario Cascio, superiore in circoscrizione di Cona – che rappresenta bene il suo carattere. Alle 9.30 abbiamo deciso di chiudere la villa. C’era troppo vento, un vento fortissimo e, come facciamo sempre in questi casi per evitare pericoli ai visitatori, chiudiamo i cancelli”. Quando il custode è stato colpito dal ramo, verso le 10.30, il parco era dunque già chiuso. “A quanto pare – continua Cascio – Cona stava aprendo il cancello per far passare un’auto ed è in quel momento che è stato colpito. Un eccesso di zelo. Ormai Villa Trabia era chiusa…”. Fedele al suo compito, però, Cona ha continuato a lavorare. La chiusura del giardino avrà salvaguardato i visitatori, ma non l’operaio.
Anche Cascio ricorda Cona come una bella persona, tranquilla: “Un buon lavoratore, con qualche acciacco, un po’ di diabete, qualche problema di pressione…Aveva una bella famiglia e viveva nella zona di corso Calatafimi. E’ uno strazio…A Villa Sofia sua moglie si è sentita male, hanno dovuto curare anche lei…”.
Solidarietà alla famiglia arriva dal direttore generale della Gesip, Giacomo Palazzolo: “Sono momenti terribili – afferma – siamo vicini al dolore della famiglia di questo nostro dipendente, che sosterremo con tutti i mezzi”.