Live Sicilia

Su "I Love Sicilia" in edicola l'1 maggio

Duemila posti di lavoro
Nell'Isola assunzioni contro la crisi


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assunzioni, crisi, ingegneri chimici, operatori, posti di lavoro, sicilia, tecnici, Economia, I Love Sicilia

La copertina di I Love Sicilia n.43



Ingegneri chimici, seguiti da quelli specializzati nel settore delle energie rinnovabili, esperti di management, tecnici e amministrativi. Ma anche agenti di vendita, operatori di call center, ballerini, animatori turistici e addetti alla grande distribuzione. Oltre 2000 posti di lavoro da scoprire, con indirizzi e recapiti telefonici delle aziende che assumono, nel prossimo numero di I love Sicilia, il mensile di stili, tendenze e consumi, che sarà in edicola a partire da venerdì primo maggio. I grandi numeri vengono dalla Gdo, la Grande distribuzione organizzata, dal mondo del turismo e dalle grandi industrie del gas (Erg e Enel) che, con i progetti dei due rigassificatori siciliani, arriverebbero ad impiegare più di 700 persone, tra cantieri e impianto a regime. In cerca di personale anche Moncada, il gruppo siciliano dell’energia pulita, che ricerca in tutto 140 persone, di cui una ventina per ricoprire posizioni manageriali all’interno delle nuove fabbriche a Campofranco (che produrrà pannelli fotovoltaici) e Porto Empedocle (per turbine eoliche).

In questo numero anche un servizio sugli investimenti milionari che il golf sta muovendo in Sicilia: 150 milioni di euro per la realizzazione del Verdura Golf Resort di Sciacca, che aprirà i battenti il prossimo 29 maggio; 97 milioni per il San Leonardo di Siracusa e il Taormina golf resort;  55 milioni per il Kempinski  Hotel Giardino di Costanza di Mazara del Vallo. Di tutti e quattro, I love Sicilia mostra, in anteprima, le immagini delle nuove strutture che puntano ad attrarre nell'Isola i golfisti di mezzo mondo.

Tra gli altri servizi, un viaggio nella Catania di Alfio Garozzo, che racconta la città attraverso i suoi scatti, le interviste a Nico Torrisi, neopresidente di Federalberghi Sicilia, e a Francesco Faranda, l'imprenditore che ha rilevato lo stabilimento della Birra Messina, marchio che la sua famiglia cedette alla Heineken negli anni '80.