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Pio la Torre. Lettera a Napolitano

Rosa Di Salvo, la donna
che non vuole dimenticare


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1982, appello, lettera aperta, mafia, napolitano, pci, pio la torre, presidente, rosario di salvo, stragi, vedova, Cronaca


(Un anno fa pubblicammo questa intervista. E' ancora attuale)

Rosa Di Salvo, durante un primo incontro di qualche anno fa, nascondeva a fatica giusta rabbia e legittimo fuoco sotto l'abito di una magrezza dolorosa. Fu in quell'occasione che parlò, per la prima volta, di suo marito Rosario. Ne parlò con amore e senza rimpianto. Il tempo non aveva incenerito il legame, il coraggio non permetteva malinconie. Rosario Di Salvo non svicolò mai dal dovere del suo destino. Sapeva che una vita all'ombra di Pio La Torre l'avrebbe verosimilmente condotto tra le braccia di una morte violenta. Ma non deviò percorso, per ideale e per senso del dovere.
Anni dopo, la vedova Di Salvo appare identica. La sua magrezza, cioè, è identica. Il valore non è calato col tramonto della memoria altrui. Rosa Di Salvo è una donna valorosa. C'è stata un'altra lunga chiacchierata in una casa piena delle foto di Rosario: “Mio marito è stato dimenticato”. E' stato allora che è nata l'idea della lettera al Capo dello Stato per chiedere una “carezza” alla memoria. Una lettera densa di amore, di sentimenti civili, di partecipazione a un grande cammino per cui si può tentare di sopportare la morte di una persona cara, se l'evento è stato utile alla speranza di un mondo migliore. Rosario Di Salvo era un uomo libero. Era un militante comunista. Era un marito e un padre di famiglia che scelse di sacrificare tutto accanto a Pio La Torre e con lui morì. Rosa ha scritto una lettera al Presidente Napolitano per chiedere ricordo e rispetto per chi non è "Il partner di una memoria più grande". A scorrere le agenzie della celebrazione dell'eccidio, qualcuno si è ricordato altri no. Rosa ha scritto in serata un sms al cronista. Si legge: “Mi auguro solamente che questa lettera possa sensibilizzare almeno una persona non per ipocrisia ma per vero riconoscimento a un ragazzo che ha sacrificato tutto”. Rosa è invecchiata col suo dolore. Rosario è “un ragazzo” nella foto del salotto. L'eterna gioventù di una foto è il dono che ha comprato con la sua morte, con l'assenza nella vita delle sue adorate figlie, con le lacrime della donna che amava.