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Russo all'ospedale di Caltagirone:
"Vogliamo ascoltare il territorio"


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Una visita all'Ospedale Gravina di Caltagirone per capire lo sforzo fatto dalla comunità, un grande bacino di utenza, di cosa hanno bisogno i cittadini e del comprensorio. "A primo acchito mi sembra vada tutto bene - ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo - e che la legge non abbia inciso sulle prestazioni erogate ai cittadini, i quali continueranno a ricevere ciò che il sistema sanitario deve fornire al paziente che ha bisogno di cure. Sono qui per ascoltare critiche costruttive, prenderne atto e rappresentare qual è stato il percorso che ha portato la Sicilia a munirsi di un testo di riforma, invidiatoci dalle altre Regioni, senza spirito di penalizzare questo o quel territorio ma semmai di mettere al centro il sistema-cittadino indipendentemente dalle appartenenze territoriali".

L'assessore regionale Russo durante la visita presso l'azienda ospedaliera calatina è stato accolto ed accompagnato dal direttore generale Carlo Romano, il direttore amministrativo Giacomo Medulla, il direttore sanitario Ferdinando Di Vincenzo ed il personale amministrativo, ha potuto vedere le due nuove piastre destinate alle emergenze di primo soccorso, dotate delle più innovative attrezzature, e che a breve entreranno in funzione. "Ho voluto iniziare questo mio giro nelle strutture sanitarie siciliane in vista dell'applicazione della riforma proprio da Caltagirone - ha replicato l'assessore Russo alle polemiche dei giorni scorsi - che ha vissuto un momento di disagio espresso in forma incivile, inaccettabile e intollerabile, anche per rassicurare gli operatori, la comunità che stiamo togliendo solo la veste giuridica, mancherà la parola azienda dal cartellone ma il resto rimarrà, anzi lo vogliamo migliorare, guardando proprio alle prestazioni e non certo lasciandoci risucchiare da polemiche inutili sulla caratterizzazione che deve avere questa struttura. Ci sono delle legittime preoccupazioni e questo sereno anche se vivace confronto con gli operatori credo che abbia consentito di far cogliere qual è la voglia che ha l'assessore di corrispondere al bisogno del territorio, all'interno di scelte politiche ben precise che hanno visto l'eliminazione di dodici aziende su tutto il territorio regionale con criteri uniformi per tutti. Nella legge è prevista la possibilità che l'organizzazione dell'azienda sanitaria provinciale delle province di Catania, Messina e Palermo possa essere diversificata in ragione del numero di abitanti, la legge prevede che all'interno del bacino possano ritagliarsi dei moduli organizzativi, delle iniziative in ragione della specificità del territorio, ci sono tutti gli spazi per corrispondere alle esigenze di un territorio importante come quello del Calatino".