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Sete possibile in 50 Comuni

Eas, stipendi a secco
L'acqua è a rischio


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50 comunu, acqua a rischio, eas senza stipendi, Cronaca
Alla stampa la notizia è stata data in pasto più di un mese fa. “Per i dipendenti dell'Eas (l'Ente acquedotti siciliani, in liquidazione dal 2004, ndr) si apre un nuovo corso. Su proposta dell'assessore regionale al Bilancio, Michele Cimino, la giunta ha approvato un piano di distribuzione del personale Eas presso altri enti e uffici regionali, così come previsto dalla legge regionale 10 del 2000”, si leggeva sui quotidiani dello scorso 24 marzo. Tradotto, il passaggio di 268 dipendenti sui 437 attualmente in carico all'Ente acquedotti siciliani. “Una norma che avrebbe dato un po' di respiro alle casse dell'Ente”, afferma il commissario liquidatore, Marcello Massinelli. Peccato, però, che a quella delibera non sia mai seguita la notifica da parte del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, necessaria a mettere in moto la macchina burocratica. “La situazione di stallo alla quale siamo giunti – denuncia Massinelli – non ci ha permesso di pagare gli stipendi di aprile al personale. E questo è solo il primo passo. Continuando così, infatti, non potremo più garantire il servizio pubblico ancora svolto dall'Eas in numerosi comuni delle province di Trapani, Catania e Messina. Una situazione che entro la settimana notificherò alle rispettive prefetture dal momento che il servizio offerto in 50 comuni è di pubblico interesse”.
Continua intanto lo stato di agitazione dei dipendenti, in attesa che la Regione sblocchi la situazione. Sul piatto ci sono, tra l'altro, 30 milioni di euro già stanziati nella scorsa finanziaria regionale e destinati proprio alla copertura necessaria per il trasferimento del personale Eas. Somme che attendono solo di essere spese e che però sono rimaste impantanate nel limbo della burocrazia regionale.