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La festicciola interrotta dai carabinieri

Il pizzo finisce a brindisi
In tre finiscono in manette


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brindisi, pedara, pizzo, Cronaca
Libiamo nei lieti calici per festeggiare l'accordo sul pizzo tra vittima ed estortori? Sì, ma mal gliene incolse. Ecco la storia. I carabinieri della compagnia di Paternò hanno arrestato E.B., 42 anni di Mascalucia; P.G., 42 anni, ed il figlio di quest'ultimo, C.G., 16 anni, di Pedara. Sono tutti incensurati e devono rispondere di estorsione aggravata in concorso.
I tre sono stati bloccati in flagranza subito dopo aver estorto ad un commerciate di Nicolosi 3.500 euro, come "cavallo di ritorno" per la restituzione di una stazione celerimetrica del valore di 18.000 euro. L'uomo infatti, oltre a gestire un supermercato con la moglie, è architetto. Il sofisticato strumento - ve ne sono pochissimi in tutta la Sicilia - viene utilizzato per misurare col omputer la pendenza degli edifici. L'attrezzatura, di cui solo pochi conoscevano l'ubicazione ed il valore - era stata rubata un paio di settimane fa all'interno della villa del professionista, insieme ad alcuni gioielli, un orologio ed un pc.
I sospetti dei carabinieri dopo il colpo si sono subito indirizzati su un operaio, il sedicenne C.G., che lavorava presso il supermercato della moglie della vittima. Lo stesso, il padre ed E.B. avevano detto all'architetto di sapere chi fossero gli autori del furto, e di essersi "interessati" per la restituzione della refurtiva. All'appuntamento fissato per lo scambio, nella villa della vittima, si sono recati però anche i carabinieri, i quali hanno assistito alla consegna dell'apparecchiatura e al pagamento dei 3500 euro. Uno scambio - sostengono gli inquirenti - "concluso da un brindisi con champagne per suggellare l'accordo: da quel momento il gruppo avrebbe badato agli interessi del professionista e si sarebbe occupato della sua protezione".  Dopo le bollicine però sono scattate le manette. Dopo l'udienza di convalida, tutti e tre sono stati sottoposti
agli arresti domiciliari.