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La tragedia in Florida. Una testimonianza siciliana

"Io e il mio bambino
nella camera carbonizzata"


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“Se penso a quello che poteva succedere, se penso che mio figlio poteva morire…”. Davide Salamone, un giorno, si è fatto coraggio con la moglie Jessica. E’ partito da San Giovanni La Punta in provincia di Catania ed è approdato in Florida per amore del piccolo Mattia, un bimbo di cinque anni affetto da una rara sindrome, suo figlio. (R.P.)

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“Se penso a quello che poteva succedere, se penso che mio figlio poteva morire…”.
Davide Salamone, un giorno, si è fatto coraggio con la moglie Jessica. E’ partito da San Giovanni La Punta in provincia di Catania ed è approdato in Florida per amore del piccolo Mattia, un bimbo di cinque anni affetto da una rara sindrome, suo figlio. La terapia del centro americano di Fort Lauderdale by the sea prevedeva un passaggio nella zona delle camere iperbariche, la stessa che ha preso fuoco il due maggio scorso, uccidendo una donna, Vincenza Pesce, e riducendo in fin di vita il nipote, il piccolo Francesco Pio Martinisi. Ora Davide Salamone racconta: “Ancora mezzora, quel giorno, e sarebbe toccato a noi. La nostra camera iperbarica era la numero otto. L’incendio è divampato nella dieci. Siamo scossi, ci sentiamo miracolati. Parlavamo spesso con la nonna di Ciccio, con la signora Vincenza. Loro della Campania, noi siciliani, è stato semplice familiarizzare. Ci faceva tanto coraggio. Diceva che Mattia ricordava tanto il suo Ciccio”.
Quella di Davide, di sua moglie Jessica e di Mattia è una storia che affonda le radici nella sofferenza, ma tende decisamente verso la bontà. C’è la solidarietà di Melissa Catanzaro e delle ragazze del sito Rosanero Girls – uno dei più apprezzati quando si parla del Palermo – che si sono fatte in quattro per aiutare economicamente la famiglia, dando il giusto esempio in un mondo che spesso si ricorda solo per cose molto cattive. E il buon esempio l’hanno dato pure due rosanero sensibili: Giovannino Tedesco e Moris Carrozzieri, recentemente caduto in disgrazia per la celebre cocaina. Uno dall’aspetto mastodontico e dal cuore di oro zecchino. Giovannino e Moris hanno partecipato a numerose iniziative di beneficenza. I Salamone, dunque, sono arrivati in Florida. “La terapia sta funzionando bene è utile sottolinearlo – spiega papà Davide -. Mattia dovrebbe tornare nella camera iperbarica. Noi abbiamo un po’ di paura”. E come dimenticare quel giorno? “E’ successo il finimondo. Abbiamo il cuore spezzato. La signora Vincenza era dolcissima con noi. Ho visto passare il piccolo Ciccio carbonizzato. Ho pensato a mio figlio”.