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Veterinari assunti,
sospetti e polemica


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Per 400 veterinari siciliani l'assunzione a tempo indeterminato si avvicina con la firma apposta ieri da Massimo Russo (nellafoto), assessore regionale alla Sanità, su un decreto atteso da anni dai precari che lavorano in convenzione con Asl e Istituti zooprofilattici. Ma il provvedimento, accolto dalla critica feroce di un esponente della maggioranza e dal plauso di un parlamentare democratico, deve ancora ottenere il via libera da Roma. Per questo, alcuni veterinari non si fidano delle "buone intenzioni" di Russo e hanno già annunciato una manifestazione di protesta.

La stabilizzazione è prevista da un accordo collettivo nazionale che risale al 2005 e riguarda i veterinari assunti con contratto di diritto privato il cui rapporto di lavoro sarà trasformato da tempo determinato ad indeterminato. "Esisteva una precisa indicazione contrattuale che risaliva a quattro anni fa - spiega Russo - e dopo il confronto con le organizzazioni sindacali abbiamo avviato questo processo che, comunque, non comporterà oneri aggiuntivi per la Regione". La spesa annuale prevista è di 6 milioni e 600 mila euro l'anno. La completa applicazione contrattuale, tuttavia, avrebbe comportato un aumento della spesa che, invece, per rispettare il piano di rientro deve necessariamente restare bloccata. Così, per ovviare al problema, è stato previsto un monte ore lavorative adeguato alla somma a disposizione.

In pratica, il decreto prevede che i medici veterinari, titolari di un contratto con le Asl, iscritti all'albo professionale e in possesso di determinati requisiti, possano presentare domanda entro trenta giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale. Le Asl dovranno dare corso ai nuovi contratti senza aggravi di spesa, utilizzando le somme assegnate per ciascun esercizio finanziario ed attribuendo ai veterinari convenzionati un numero di ore proporzionato alla retribuzione.

Secondo Russo la stabilizzazione dei veterinari servirà anche "ad affrontare le emergenze connesse al fenomeno del randagismo su cui l'assessorato intende portare avanti un processo di riorganizzazione". Ieri il decreto è stato inviato al tavolo tecnico del Ministero per le "opportune valutazioni" ma intanto si registrano le prime reazioni al provvedimento.

Parla di annuncio-burla il deputato del Pdl, Giuseppe Limoli, che attacca l'assessore della sua maggioranza: "I termini di trenta giorni per la presentazione della domanda scadono stranamente il 7 giugno, data in cui si vota per il rinnovo del Parlamento Europeo". E' positivo, di contro, il giudizio espresso da Filippo Panarello, parlamentare democratico che su questo tema aveva promosso anche un ordine del giorno. "Il decreto - sostiene - segna un passaggio importante chiudendo un percorso cominciato nel 2005".

Scettici, infine, i veterinari aderenti al Sivemp, che ora attendono il via libera definitivo da Roma. "Nessuno più di me sarebbe lieto della positiva conclusione di questa annosa controversia - sostiene Paolo Ingrassia, segretario provinciale - ma l'assessore non esprime che buone intenzioni così come il suo predecessore Pistorio aveva fatto di questa vicenda il suo cavallo di battaglia". Il rappresentante sindacale, comunque, promette di "fare pubblica ammenda quando i contratti saranno firmati ed esecutivi". Nel frattempo, annuncia che domenica 17 maggio i veterinari saranno in piazza Politeana, a Palermo, per una nuova protesta.