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Processo "Addiopizzo"

Comune di Palermo
riammesso come parte civile


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Il Comune di Palermo e' stato riammesso come parte civile nel processo "Addiopizzo". Questa mattina, nel corso dell'udienza del processo che si svolge con rito abbreviato presso l'aula bunker dell'Ucciardone, dinanzi al gup Vittorio Anania, il legale di Palazzo delle Aquile ha evidenziato che la mancata presenza del Comune alla precedente udienza e' stata dovuta ad un legittimo impedimento, e ha chiesto ed ottenuto di poter concludere in quella odierna, nonostante il mancato assenso dei difensori degli imputati.
Il gup Anania, richiamandosi infatti al consolidato orientamento giurisprudenziale (evidenziato dal difensore del Comune), che non consente di ritenere implicitamente revocata la costituzione di parte civile anche nell'ipotesi in cui quest'ultima non avesse concluso prima delle conclusioni degli imputati, ha cosi' riammesso l'Amministrazione comunale.
La decisione e' stata, inoltre, motivata dal fatto che gia' nell'atto di costituzione di parte civile, depositato personalmente dal sindaco Diego Cammarata nell'ottobre dello scorso anno, il Comune di Palermo aveva dettagliatamente concluso, chiedendo la condanna degli imputati ed il risarcimento in solido dei danni subiti dalla citta' per i reati di estorsione ed associazione mafiosa, contestati agli stessi e quantificati in 100 milioni di euro.
Soddisfazione per la decisione del gup Anania e' stata espressa dal Sindaco: "Questo processo e' un'importante occasione per i nostri concittadini - sottolinea Cammarata - che stanno constatando come reagire al racket delle estorsioni si puo' e si deve. Intendiamo andare avanti in questo processo anche per dimostrare a quanti sono vittime delle estorsioni che, se sapranno reagire e denunciare, non saranno lasciati soli".