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Cosche rivali a Catania

Terra bruciata per i clan
Altri tredici arresti


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arresti, Catania, clan, terra bruciata, Cronaca
Nuovi sviluppi nell'ambito dell'operazione denominata "Terra Bruciata"  che ha portato, il 29 aprile scorso, all'arresto di 25 presunti mafiosi su disposizione della Dda di Catania. La polizia ha eseguito altre tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui dodici notificate in diverse case di reclusione ed una eseguita a Porto Torres . I provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale etneo, sono stati notificati ai componenti di due cosche mafiose, tra loro rivali,
che operavano nel territorio di Adrano e si contendevano il racket dell'estorsione e il traffico di droga nella zona. Da un lato gli affiliati al clan Scalisi-Scarvaglieri, collegato all'associazione denominata "Laudani", e dall'altro il clan Santangelo Taccuni, vicino alla "famiglia" catanese dei Santapaola.
Cinque ordinanze hanno raggiunto i presunti affiliati al clan
Santangelo: Giuseppe La Mela, 36 anni, di Biancavilla, detenuto; Francesco Vitanza, 43 anni, di Catania, detenuto; Salvatore Foti, 40 anni, di Adrano, detenuto; Vincenzo Rosano, 40 anni, di Adrano, detenuto; Bartolo Restivo, 48 anni, di Sommatino, è stato invece catturato a Porto Torres. Altri sei provvedimenti sono stati notificati ai presunti appartenenti al clan Scalisi: Giuseppe Scarvaglieri, 41 anni, di Adrano, detenuto; Alfio Di Primo, 42
anni, di Biancavilla, detenuto; Pietro Severino, 50 anni, di Catania, detenuto; Giuseppe Santangelo, 40 anni, di Adrano, detenuto; Valerio Scalisi, 18 anni, di Biancavilla, detenuto; Ivan Atri, 19 anni, di Adrano, detenuto. Destinatari di altre due ordinanze sono stati Antonino Liotta, 36 anni, detenuto e Alfredo
Liotta, 37 anni, entrambi di Adrano e anche loro detenuti, ritenuti appartenenti al clan omonino. I provvedimenti restrittivi si fondano sugli esiti di complesse
indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e avviate nel 2005, che hanno consentito di accertare l'esistenza di forti contrasti tra i due storici gruppi malavitosi operanti ad Adrano, cioè tra il clan Santangelo Taccuni ed il clan Scalisi, sfociati anche in fatti di sangue.
Figura di vertice del clan Scalisi, raggiunto dall'ordinanza in carcere, è considerato Giuseppe Scarvaglieri, ritenuto capo indiscusso dell'organizzazione mafiosa, che attraverso i colloqui impartiva precisi ordini ai familiari e attraverso la corrispondenza, anch'essa intercettata, manteneva assidui contatti
con personaggi al vertice della famiglia Laudani di Catania, detti
"mussi di ficurinia".  Nel corso delle indagini la polizia ha effettuato numerosi
sequestri di eroina, fino al sequestro di una grossa partita della sostanza stupefacente, ossia quattro chilogrammi, che avrebbero dovuto essere immessi sul mercato locale.
Infine sono state sequestrate due moto di grossa cilindrata, entrambe risultate rubate, verosimilmente pronte per essere utilizzate in attentati.  L'operazione "Terra Bruciata" complessivamente ha portato all'emissione di 43 ordinanze di custodia cautelare in carcere,  di cui 38 eseguite e 5 ancora da eseguire poiche' i destinatari sono sfuggiti alla cattura rendendosi latitanti.