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Palermo

Falsomiele, giovane ai domiciliari
evade per andare dai carabinieri


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, Cronaca
Esiste un detenuto che, potendo scappare dalla sua cella o evadere dagli arresti domiciliari per riconquistare la sua libertà, andrebbe proprio…dai carabinieri? A Falsomiele, quartiere popolare di Palermo, sì. Si tratta di un giovane di 29 anni, sposato con una figlia, ed impiegato in una ditta edile, che sta per essere processato dal tribunale monocratico proprio per il reato di evasione, rischiando una pena da sei mesi ad un anno. La sua colpa? “Essere sfuggito agli arresti domiciliari per andare a fare una denuncia alla stazione dei carabinieri di Brancaccio”, come riferisce il suo avvocato, Ivan Norrito.
La storia è tanto semplice quanto paradossale. I fatti si svolgono a dicembre del 2006, quando il giovane è agli arresti domiciliari. In quel periodo è coinvolto in un procedimento per spaccio di droga, nel quale sarà condannato a quattro anni (essendo in corso il giudizio d’appello, però, l’uomo per ora è libero). “Non avendo altro mezzo di sostentamento – spiega Norrito – il tribunale gli aveva concesso di continuare a lavorare. Aveva dunque la possibilità, dopo aver informato i carabinieri con una telefonata, di allontanarsi tutti i giorni da casa sua per raggiungere la ditta. Con l’obbligo, però – continua l’avvocato – di impiegare il tempo strettamente necessario a questo fine e compiendo la strada più breve”. In altre parole, la misura prevede che non si possano compiere soste o variazioni di itinerario. “L’azienda si trovava a cinquecento metri da casa sua, a Falsomiele – precisa Norrito – e casualmente il percorso previsto lo costringeva a passare proprio davanti alla stazione dei carabinieri di Brancaccio”.
Tutto fila liscio (“le relazioni degli stessi militari provano che non è mai venuto meno agli obblighi e che ha sempre avuto una condotta esemplare”) finché l’uomo non si sarebbe accorto di aver smarrito il foglio complementare relativo alla propria auto. “Tornando dal lavoro – riprende Norrito – ha deciso, visto che gli veniva di strada, di fermarsi dai carabinieri per denunciare lo smarrimento del documento. Anche se ad usare il mezzo era sua moglie, il titolare era comunque lui”. A questo punto la scena kafkiana: “Lui ha fatto la denuncia, regolarmente accolta dai militari – dice l’avvocato – e loro…lo hanno denunciato per evasione”. In effetti (e tecnicamente non fa una piega) l’uomo non avrebbe rispettato gli obblighi imposti, ovvero nessuna sosta, nessuna variazione di percorso. “Ma – conclude Norrito – se davvero avesse voluto scappare, ritrovare la sua libertà, sarebbe andato proprio dai carabinieri?”. Sarà il giudice a stabilirlo nel processo rimandato al 12 giugno.