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Azzerati i mandamenti di Brancaccio e Porta Nuova

Mafia, 37 arresti a Palermo
Le nuove leve del pizzo


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Ci sono i mandamenti palermitani di Brancaccio e Porta Nuova al centro dell'indagine che oggi ha portato all'esecuzione di trenta fermi e sette ordinanze di custodia cautelare nel capoluogo siciliano da parte della polizia.
Individuati capi e gregari che si occupavano dell'organizzazione del pizzo ai danni di commercianti e imprenditori. Ai vertici della zona di Brancaccio, definito dal procuratore di Palermo, Francesco Messineo, "il mandamento mafioso piu' importante della citta'", ci sarebbe Giovanni Asciutto, cugino dei boss Filippo e Giuseppe Graviano. Diversa la situazione nello storico mandamento di Porta Nuova, dove secondo gli investigatori non esiste un capo riconosciuto ma una serie di figure che si occupano di gestire i traffici.
L'indagine - che si e' avvalsa delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Francesco Franzese, Andrea Bonaccorso e Santino Puleo - ha fatto luce su una serie di intimidazioni ed estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori. Trenta dei 37 indagati sono stati sottoposti a fermo perche' secondo i magistrati "esisteva un pericolo di fuga", adesso la decisione sulla conferma o meno del provvedimento spettera' al gip.
"Abbiamo colpito chi tiene in piedi l'ossatura dell'organizzazione" ha spiegato Messineo ai giornalisti, nel corso di una conferenza stampa convocata negli uffici della procura. "Siamo di fronte - ha aggiunto - ad una continua preoccupazione di Cosa nostra a riorganizzarsi per il controllo del territorio".

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