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Operazione Cerbero, 37 arresti

Il coraggio delle vittime
dietro il blitz di Palermo


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Questa volta, quando chiamati, hanno risposto. Qualcosa è cambiato a Palermo. E se, come continua a dire il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, statisticamente il dato non è rilevante, tre imprenditori che denunciano o collaborano con gli inquirenti rispetto allo zero tondo sono un segnale. E anche grazie a loro si è potuto  procedere agli arresti di ieri, dell'operazione "Cerbero". Sarebbero una decina in totale gli esercizi commerciali estorti dagli esattori dei clan di Brancaccio e Porta Nuova e finiti nel fascicolo delle indagini. Ora anche il resto dei commercianti sarà chiamato a confermare le rilevanze investigative.

Le indagini che hanno portato all'operazione hanno anche mostrato una Cosa nostra che, nella sua dirigenza, non conosce soluzione di continuità. A Brancaccio, ad esempio, dopo l'arresto di Andrea Adamo, preso con i Lo Piccolo a Giardinello nel novembre 2007, era già pronto il sostituto: Antonino Lo Nigro. Come questi è stato arrestato, lo  zio, Ludovico Sansone ha preso il bastone del comando. Ancora quando è  stato il suo turno di finire in cella, ecco Giovanni Asciutto, dal parentame illustre che lo lega ai fratelli Graviano, gli storici capimandamento. Una cosa simile accade, ad esempio, nella famiglia di Borgo Vecchio, cruciale negli equilibri del mandamento Porta Nuova-Palermo centro. Quando gli uomini a capo vengono arrestati avviene un 'commissariamento' con il neo pentito Fabio Manno a  prendere le redini di supervisore, investito dai vertici del mandamento.

Le estorsioni continuano a essere l'entrata principale nelle casse della famiglie mafiose. Per la loro riscossione vengono presi a prestito dal territorio gente vicina ai boss, ma non formalmente combinata ne appartenente a Cosa nostra. Così, anche quelli che fanno le grigliate di pesce, nella piazza del Borgo Vecchio, diventano esattori. E poi non potevano mancare affari di droga. Con due principali punti di smercio: piazza Ingastone e il mercato di Ballarò per la coca, via Cipressi per l'hashish.

(nella foto l'arresto di Francesco Fascella)