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Il folle della stazione

Uno dei feriti in fin di vita:
"Ci vorrebbe un miracolo"


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Poche speranze per Antonino Raccuglia, l’anziano aggredito a martellate ieri mattina all’interno della stazione centrale di Palermo, mentre era con la moglie, Marianna Ruvolo. La donna, di 67 anni, pur restando in prognosi riservata, dovrebbe cavarsela, come riferiscono dall’ospedale Civico dov’è ricoverata. Ma per suo marito, invece, la situazione è molto critica: “Difficile che si risvegli dal coma – spiega Domenico Iacopino, il primario del reparto di Neurochirurgia del Policlinico che l’ha operato ieri – e, anche se non è semplice fare previsioni, è molto probabile che abbia riportato danni cerebrali permanenti”.
Raccuglia, di 68 anni, si trova attualmente alla Rianimazione di Villa Sofia in coma farmacologico. “Ho effettuato – dice ancora Iacopino – un intervento di decompressione cranica e di svuotamento di un ematoma cranico quando l’uomo era già in coma. Ho riscontrato fratture craniche diffuse, trauma encefalico e contusioni cerebrali. Subito dopo l’operazione è stato necessario sottoporre il paziente alla terapia intensiva e, non essendoci posti qui al Policlinico, l’anziano è stato trasferito alla Rianimazione di Villa Sofia. La situazione è molto critica – conclude il primario – e, viste le condizioni in cui si trova, già sarebbe un miracolo se si risvegliasse. In ogni caso, verosimilmente, potrebbe riportare danni cerebrali permanenti”.
La coppia era stata presa a martellate ieri mattina, nell’atrio della stazione da Fabio Conti Tozzo, un palermitano di 39 anni, arrestato dalla polizia, grazie anche all’intervento di due stranieri che lo avevano bloccato mentre tentava di scappare. Un gesto di follia che l’uomo avrebbe giustificato spiegando in maniera confusa che voleva “installare il digitale terrestre”.

S.F.