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Dal "Forum della legalità"

Vecchio: "I mafiosi sono dei poveracci"


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Limprenditore Andrea Vecchio

L'imprenditore Andrea Vecchio



"I mafiosi sono dei poveracci che cercano di vivere senza lavorare, sfruttando le paure e le angosce della gente". Non ha usato mezzi termini Andrea Vecchio, imprenditore edile catanese e presidente provinciale dell'Ance, oggi a Palermo, nel corso del "Forum della legalita'" tenutosi a villa Filippina.

Davanti ai giovani dell'istituto alberghiero "Borsellino" e dell'Ipsia "Ascione" ha esortato la platea "a non avere paura della mafia". "Ognuno di noi - ha sottolineato l'imprenditore divenuto un simbolo nella lotta contro il racket - che subisce una violenza deve ribellarsi. Non bisogna subire in maniera supina: e' da vigliacchi". Poi ha aggiunto: "Bisogna denunciare per trovare coscienza di essere uomini liberi".

L'intervento di Vecchio in seguito si e' concentrato soprattutto sulla necessita', da parte dei giovani, di costruirsi da soli un futuro, "senza aspettare dal cielo il posto pubblico". Due in particolare le esortazioni: "Siate curiosi e amate lo studio e il lavoro". I 'consigli' dell'imprenditore catanese hanno toccato i cuori degli studenti presenti a villa Filippina, che hanno risposto con un lungo e caloroso applauso.

L'appuntamento con la legalita' ha coinvolto anche il colonnello Teo Luzi, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, e l'assessore regionale alla Famiglia, Francesco Scoma. Entrambi, durante il forum, hanno risposto alle tante domande dei ragazzi: dai rapporti tra mafia e politica allo spaccio di droga, passando per le opportunita' che le istituzioni offrono a imprenditori e commercianti che decidono di denunciare richieste estorsive.

"Il pizzo - ha detto Luzi ai ragazzi - lo pagate voi. La mafia lo carica ai consumatori, per questo bisogna opporsi fermamente. Il negoziante e' solo l'intermediario di questo meccanismo perverso. Confido in voi per ottenere altri risultati contro il racket nei prossimi anni. Se si riuscisse a raddoppiare o triplicare il numero delle denunce, allora il sistema mafioso crollerebbe".

Infine, l'assessore Scoma ha puntato l'attenzione sui "disastri provocati dalla mafia": "Oggi c'e' una grande presa di coscienza degli errori del passato. Credo che lentamente stia crollando il muro di omerta'".