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Elezioni regionali contestate

Il Cga prende tempo
sul ricorso della Sinistra


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Ultima udienza prima del verdetto finale per il ricorso che ha fatto temere ai parlamentari siciliani di perdere la poltrona prima della scadenza naturale a causa del ricorso per l'annullamento delle elezioni regionali del 2008.

Il round decisivo tra le parti in causa si è svolto questa mattina davanti al giudice del Consiglio di giustizia amministrativa, Pier Giorgio Trovato. Da una parte Luca Di Raimondo, legale dei nove candidati della lista ‘Sinistra arcobaleno' che hanno chiesto di verificare alcune irregolarità nella tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento regionale, ovvero Rita Borsellino, Massimo Fundarò, Teodoro Lamonica, Antonio Giuseppe Parrinello, Giovanni Giuca, Calogero Miccichè, Giuseppe Ortisi, Fabrizio Ferrandelli e Giuseppe Furnari.

Dall'altra Giovanni Pitruzzella e Gaetano Armao, avvocati difensori di una cinquantina di parlamentari che si sono opposti al ricorso così come l'Avvocatura dello Stato e l'Ufficio elettorale.

Secondo i primi sarebbe stata violata la legge con l'illegittima ammissione di due liste presentate a Trapani, quella del Pdl e l'alleata ‘Lombardo Presidente Sicilia Forte e Libera', a causa sia della sostituzione di due candidati successivamente alla sottoscrizione delle liste che della sproporzione delle candidature. Nel Pdl di Trapani ci sarebbe stata solo una donna su cinque in seguito allo spostamento di Vincenza Bono Parrino nella lista del delfino.

Fatti di fronte ai quali gli ex esponenti della lista ‘Sinistra arcobaleno' hanno chiesto in prima battuta l'annullamento delle elezioni, in subordine la sottrazione di circa 80mila voti presi dalle due liste contestate in provincia di Trapani e il rifacimento del conteggio per l'attribuzione dei seggi. Ipotesi che porterebbe lo schieramento di sinistra a superare lo sbarramento del 5% e ottenere cinque scranni a Palazzo dei Normanni, togliendo rispettivamente tre poltrone al Pdl e due al Pd.

"Sono vizi insanabili - spiega l'avvocato Di Raimondo - e fino all'udeinza odierna non sono emersi elementi diversi. Siamo certi che ci sarà una decisione di equilibrio e auspichiamo la sottrazione dei cinque seggi, soluzione che permetterebbe di mantenere i rapporti di forza dell'attuale parlamento ma riconoscere anche il diritto dei ricorrenti". Un'ipotesi nella quale spera anche Massimo Fundarò, esponente dei Verdi: "Ci rendiamo conto che andare di nuovo alle urne sarebbe deleterio e riteniamo che questa potrebbe essere una scelta di buon senso".

Di parere opposto, ovviamente, i legali della parte avversa. "Insistiamo nel rigetto del ricorso - replica Giovanni Pitruzzella - E' inammissibile per irregolarità della notifica. Inoltre, le liste sono state presentate regolarmente. Contestiamo, dunque, sia l'annullamento totale che quello parziale. Infine, la sottrazione dei voti di una lista ed i riconteggio non permetterebbe comunque alla Sinistra arcobaleno di superare lo sbarramento".

Dopo il confronto di questa mattina la Corte prenderà una decisione. Non è escluso che il giudice si prenda il tempo necessario per esaminare tutti gli atti e, dunque, faccia slittare l'esito del ricorso.