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Pronto un esposto alla Procura di Palermo

Regione, taglio ai fondi per la musica
Le associazioni: "Per noi è la fine"


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Requiem per la musica. Almeno quella suonata dalle associazioni concertistiche storiche della Sicilia. Il taglio dei fondi della Regione, infatti, rischia di ridurle al silenzio. Così, prima di essere messe a tacere, hanno deciso di alzare la voce denunciando la loro “mortificazione” anche in Procura.
“La legge di bilancio dell’Ars – si legge in una nota diffusa ieri al termine di una riunione convocata da ventuno associazioni, riunite sotto la sigla Cimuss - sancisce la morte delle Associazioni concertistiche storiche della Sicilia: un taglio del 70% (si passa da 2.500.000  a 777 mila euro) sui fondi 2009 per istituzioni che da anni portano avanti attività qualificata, usufruendo solo delle briciole di quanto la Regione stanzia per tutte le attività musicali”.
I fondi per il Cimuss, infatti, risultano inseriti tra i capitoli dello scandalo relativo ai 78 milioni di euro per associazioni ed enti nascosti tra le voci del bilancio e poi bocciati dal Commissario dello Stato. Ma il Cimuss non si sente assimilato alla “pletora di associazioni di ogni sorta – poche di eccellenza, la gran parte sconosciute – finanziate senza progetto, criterio o motivazione ma soltanto per logiche clientelari”. Anzi, si ritengono vittime di “un processo di progressiva mortificazione”.
Da mesi, sostengono i soci del Cimuss, denunciamo il “grave ritardo dell’assessorato regionale dei Beni culturali nelle assegnazioni per le attività svolte nel 2008, sulla base di progetti presentati con largo anticipo”. Fatto che avrebbe messo le associazioni “in uno stato di sofferenza finanziaria, al punto da costringere alcune a licenziare personale e garantire con fidejussioni personali le scoperture bancarie”.
L’assessorato, secondo il Cimuss, avrebbe “intenzione di assegnare i contributi 2008 sia a chi non ha svolto attività sia a chi per forma giuridica non potrebbe attingere al capitolo, come ad esempio le società cooperative o i teatri di tradizione. Via web, poi, l’assessorato avrebbe comunicato la revoca della circolare che regola le assegnazioni per il 2009, annunciandone una nuova mai pubblicata in gazzetta, così come la revoca di cui sopra, lasciando in grande incertezza tutto il settore”.
A fronte di questa situazione l’Accademia filarmonica, le associazioni I Candelai, Amici della Musica di Trapani e Vittoria, Catania Jazz, Triquetra, Filarmonica Laudamo, Floridiana amici della musica, Musicale Etnea, MusicAlea, Musicarte, Associazione Musiche, Orchestra gli armonici, Orchestra Kandiskij, Associazione per la musica antica Antonio Il Verso, Vincenzo Bellini, Orchestra Barocca Siciliana, ed i Brass Group di Acireale, Alcamo, Catania e Messina chiedono “la pubblicazione di un piano di assegnazioni 2008 in favore di quanti hanno svolto regolarmente l’attività” escludendo “soggetti diversi dalle associazioni”. Per il 2009, invece, sollecitano “il riconoscimento delle associazioni storiche, attraverso una legge e la creazione di un apposito capitolo di bilancio, che preveda risorse almeno pari a quelle del 2008”.
Infine, le associazioni annunciano “di aver dato mandato ai propri legali per la presentazione di un esposto alla Procura di Palermo e alle Commissioni antimafia per eventuali ipotesi di reato che dovessero emergere dall’esame degli atti e delle omissioni dell’assessorato Beni Culturali”.