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Antonello Antinoro, mister 30mila preferenze


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Antonello Antinoro approdò all'Ars per la seconda volta spinto dall'onda d'urto di oltre trentamila preferenze. Un risultato da capogiro che lo fece balzare improvvisamente agli onori della cronaca. Politica. Quarantanove anni, palermitano, medico fisiatra, l'attuale assessore regionale ai Beni culturali ha staccato il primo biglietto per l'Assemblea regionale nel 2001 con Nuova Sicilia, il movimento di Bartolo Pellegrino, forte di 7.500 preferenze. Il bis, clamoroso, arriva nel 2006, stavolta con l'Udc di Cuffaro, con più di 30 mila voti di preferenza, un record assoluto su scala regionale. Un oceano di preferenze che però non sono sufficienti a farlo entrare in giunta o a garantirgli un incarico di primo piano all'Ars. Intanto arriva la condanna di Cuffaro, l'Ars si scioglie e s torna al voto. Antinoro fa di nuovo il pieno, un exploit da 28 mila voti, che stavolta sono sufficienti per aprirgli le porte della giunta di governo. Lombardo gli affida l'assessorato ai Beni Culturali, al quale l'esponente dell'Udc approda scatenando subito una polemica per alcune dichiarazioni sulla privatizzazione della Valle dei Templi, sulle quali arriva presto una retromarcia. A febbraio scorso era uscita la notizia di un'indagine per voto di scambio che lo riguardava: la faccenda riguardava il presunto acquisto di un pacchetto di ottocento voti. Adesso, l'indagine condotta dei carabinieri che ha portato agli arresti di questa mattina, farebbe ulteriore luce su questa vicenda di compravendita di preferenze.