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Polemica interna al Pdl

Leontini "Cimino sfiora il ridicolo",
la replica: "Mi sento deriso"


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L'un contro l'altro armati. Anche se alleati. E perfino se militanti dello stesso partito. La lotta all'ultimo voto per le elezioni europee si fa sempre più aspra. Questa mattina, a sfidarsi a colpi di dichiarazioni pubbliche, sono due esponenti del Pdl sempre più spaccato da una lotta intestina tra correnti. Da una parte Innocenzo Leontini, capogruppo all'Ars, e dall'altra Michele Cimino, assessore al bilancio, candidato come uomo forte di Gianfranco Micciché. Il primo accusa il secondo di "sfiorare il ridicolo" e di volere "abbandonare il campo per fuggire in Europa". L'altro, che si sente "attaccato e deriso", giustifica le parole di Leontini con lo "stress da campagna elettorale" e replica confidando di chiarire i dissapori in una "approfondita discussione" da avviare dopo il 6 e 7 giugno.

"Far parte della giunta non significa dimenticare come funziona il Parlamento - si legge in una nota diramata dal deputato domenica sera - Come fa l'assessore Cimino, sfiorando il ridicolo, a chiedersi come mai la legge sulla riforma degli Ato non sia arrivata a Sala d'Ercole? Come fa a non aver capito che la legge, che non è più quella presentata dall'esecutivo bensì quella stravolta dall'Mpa e dal Pd in commissione, non poteva andare in aula fino a quando non venivano predisposti e pubblicati bilancio e finanziaria? Come fa Cimino a omettere che i ritardi sulla pubblicazione della manovra contabile derivano proprio dal fatto che il Commissario dello Stato ha impugnato alcuni articoli importanti che lo stesso Cimino, mentendo, aveva dichiarato essere condivisi dal Commissario stesso? E come fa, infine, Cimino ad abbandonare il campo e a fuggire in Europa se l'attività del governo è stata così importante ed efficace?".

Trascorre qualche ora e in mattinata arriva puntuale la replica dell'assessore. "Con la nota diramata da Leontini - afferma Cimino piccato - si è scritta una delle pagine più nere nella storia dell'istituzione parlamentare siciliana per linguaggio e modalità usate. Ha attaccato e deriso la mia persona, cosa assai irrilevante, ma soprattutto ha attaccato il ‘suo' governo regionale, il ‘suo' presidente della Regione, i ‘suoi' assessori, le ‘sue' commissioni parlamentari, l'Assemblea regionale della quale è componente".

L'obiettivo di questo attacco, secondo Cimino, non ha nulla a che vedere con la riforma del sistema di raccolta dei rifiuti. "Tutto ciò - continua - non viene detto nell'interesse dei siciliani che lo hanno, mi hanno e ci hanno eletto, ma semplicemente per conquistare un po' di notorietà in campagna elettorale e tentare di procacciare voti a qualche candidato della ‘sua' corrente".

Insomma, Cimino comprende lo "stress da competizione", ma ritiene che si debba "sempre stare attenti non esagerare". Per questo annuncia di volersi fare promotore, al termine della campagna elettorale, "di una approfondita discussione nella quale vi sia la volontà di costruire e non di distruggere ciò che di buono c'è e si fa in Sicilia".