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Con "Chiunque tu sia"

Quinte(s)senza ai Candelai
va in scena la ricerca


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candelai, chiunque tu sia, danza, Giuditta Perriera, palermo, Sabrina Petyx, Stefania Blandeburgo, Teatro, Zapping
Martedì 19 maggio e mercoledì 20 alle 21,30 ai Candelai (al civico 65 dell'omonima via di Palermo), nell'ambito della settima edizione della rassegna di teatro e danza "Quinte(s)senza", va in scena in forma di studio "Chiunque tu sia". Sul palcoscenico tre note attrici palermitane: Stefania Blandeburgo, Giuditta Perriera e Sabrina Petyx che è anche l'autrice della drammaturgia; la regia è, invece, di Giuseppe Cutino; costumi di Daniela Cernigliaro.

"Si tratta - dice Cutino - del primo passo di uno spettacolo che nella sua forma definitiva vedrà la luce tra un anno. Un viaggio nella realtà in cui viviamo, una realtà che sembra abbagliata dal nulla. Ed è un nulla che riguarda tutto e tutti". Una realtà in cui il "Chiunque tu sia" del titolo è l'interlocutore ideale in grado di proporre un'alternativa sociale valida.

Tra parole dette, scritte, sognate o soltanto evocate, "Chiunque tu sia" nasce dalla necessità di un contatto. Verbale. Fisico. Perché in un mondo che non esiste più, senza un presente, si ha la necessità di credere in un domani. E così, con uno spettacolo-installazione in cui il pubblico farà parte della messa in scena, ad essere raccontata sarà una favola in cui - come nella migliore tradizione del genere - si spera ci sia un lieto fine.

C'era una volta, amico mio, c'era una volta un luogo che non riesco a raccontare, dove le cose stavano sospese e bastava vederle per illudersi di poterle toccare. Dove le cose non esistevano, ma tutti credevano di poterle avere solo per sé. E credevano che una volta avutele, quelle cose avrebbero dato loro la forza di dieci leoni e la bellezza di cento tigri e la vita lunga di un branco di elefanti e la velocità di mille squali e lo sguardo brillante di una notte di civette. E credevano. E credevano. Credevano che con tutta quella forza non ci fosse più nulla di cui doversi preoccupare.

"Il peggio è passato!", continuavano a ripetere. "Il peggio è passato!". E continuando a credere, lasciavano andare e tornare il tempo. E nessuno, nessuno trovava più il coraggio di guardare dritto davanti a sé e perdere un solo istante di quella speranza che altri avrebbero potuto rubare. E ogni tanto si sentiva qualcuno gridare: "Eccola! Eccola! Era proprio qui davanti a me! È stata solo un attimo, ma l'ho vista passare".

Tu guarda. Continua a guardare, amico mio. E se non vedi niente, ridi felice, non temere e batti le mani. Perché non c'è niente, ma proprio niente di cui doversi preoccupare.

La settima edizione di "Quinte(s)senza" a cura di Giuseppe Cutino e Alessandra Luberti è promossa dalle associazioni culturali I Candelai e M'Arte Movimenti d'Arte, con il sostegno dell'assessorato ai Beni culturali della Regione siciliana.

Ingresso libero