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L'avvvicendamento a soli 2 mesi dall'incarico

Iacp: fuori Marcello Gualdani
torna Beppe Palmeri


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Il siluro arriva in giunta. E viene liquidato con due righe in un comunicato ufficiale, poche parole fra il grande clamore dedicato al rifinanziamento di Agrodolce, la legge per il rilancio del Belice e il piano portuale di Pozzallo. La Regione richiama Beppe Palmeri sulla poltrona di vertice dell'Istituto autonomo case popolari di Palermo, un ufficio nel quale appena due mesi fa si era insediato Marcello Gualdani, uomo molto vicino al presidente dell'Ars Francesco Cascio ma gradito anche al presidente della Provincia di Palermo, l'udc Giovanni Avanti. Si consuma così una nuova puntata dello scontro a distanza fra Movimento per l'autonomia e Popolo delle libertà, dopo la dichiarazione di Cascio sul “governo peggiore degli ultimi 15 anni” che ha mandato su tutte le furie il presidente della Regione Raffaele Lombardo.

Iacp addio. Palmeri, uomo vicino ad Alleanza nazionale, avrà il ruolo di commissario straordinario dell'ente, un incarico che aveva già rivestito dall'estate scorsa. A lui sarà affidato il compito di traghettare l'istituto verso un nuovo cda e poi alla confluenza in un nuovo soggetto regionale, almeno stando al passaggio della decisione della giunta che Palazzo d'Orléans sottolinea con maggior enfasi: “La giunta – taglia corto l'ufficio stampa della presidenza della Regione - ha approvato un disegno di legge che punta alla riforma degli Istituti autonomi case popolari (Iacp), da trasformare in Azienda regionale per l’edilizia abitativa”. Cioè: via Gualdani, arriva Palmeri. Ma poi, fibrillazioni nella maggioranza permettendo, tutti a casa.

Torna Marfia. Sempre in tema di nomine, la giunta ha fatto rientrare dalla finestra Castrenze Marfia, il capo dell'ufficio ispettivo della segreteria generale di Palazzo d'Orléans andato di recente in pensione: tornerà nelle vesti di responsabile di misura dei beni culturali, insomma nell'ufficio dal quale transitano i copiosi fondi di Agenda 2007 riservati a monumenti ed edifici storici. Ma il valzer delle nomine, a venti giorni dalle elezioni, è solo cominciato.