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Palermo. L'arsenale del boss Lo Presti

Mafia, dollari falsi e armi
"Era pronta la carneficina"


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Il boss Gaetano Lo Presti, suicida in carcere nel dicembre del 2008



I carabinieri del Reparto operativo di Palermo hanno sequestrato 10 milioni di dollari falsi, armi, munizioni e una divisa da carabiniere. Secondo gli inquirenti
"fanno parte dell'arsenale che Gaetano Lo Presti (nella foto dopo l'arresto), potente boss a capo del mandamento cittadino di Porta Nuova - a cui facevano riferimento le famiglie mafiose ostili al progetto di porre a capo della commissione provinciale palermitana il boss Benedetto Capizzi - aveva conservato per far fronte alle crescenti necessità di denaro per il mantenimento dei detenuti ed in
previsione di una sempre più eventuale nuova guerra di mafia". Il boss è morto suicida in carcere.
A distanza di circa un mese dall'operazione Perseo, che ha interrotto il processo di riorganizzazione di Cosa Nostra, i carabinieri sono riusciti ad individuare nell'abitazione di Fabio Manno, ritenuto il reggente della famiglia del Borgo Vecchio, arrestato nel corso della stessa operazione, ed in quella della
zia, sorella di Gerlando Alberti, una spropositata quantità di banconote false da 100 dollari.
I dollari falsi erano nascosti in buona parte all'interno di un muretto in cemento costruito in un garage e la restante parte dietro ad un intercapedine di un muro dell'abitazione della zia di Manno. Le ricerche hanno permesso ai militari di rinvenire anche tre fucili (di cui due a canne mozze e uno a pompa), una pistola a tamburo calibro 357 magnum, migliaia di munizioni ed una divisa da
carabiniere. Il materiale, così come lo stesso Manno, oggi collaboratore di giustizia, ha confermato agli inquirenti, "serviva per far fronte alle diverse esigenze ed emergenze del mandamento mafioso di Porta Nuova ed era stato affidatogli da Gaetano Lo Presti affinché fosse messo al sicuro per ogni
evenienza". Insomma, la carneficina era pronta.
Le indagini sulle banconote false sono state condotte in collaborazione con l'Fbi che sta effettuando riscontri con banconote dello stesso taglio sequestrate negli Stati Uniti e in altri Paesi.