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Attenti a quei due

Truffe ad anziani fra Palermo e Cefalù
Fermati due napoletani


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Padre e figlio napoletani avrebbero compiuto diverse truffe a Cefalù e Palermo. L'ultima ai danni di un anziano che avrebbe consegnato 3.900 euro nelle loro mani. Il padre chiamava il figlio al telefono spacciandolo, invece, per il figlio della vittima che confermava al "falso" padre il versamento da fare. Ancora da individuare le altre truffe. Per questo la polizia si rivolge ai cittadini

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Erano stati notati in giro per Cefalù e la loro presenza aveva messo in allerta i poliziotti del locale commissariato. Luigi e Giuseppe Pecoraro, padre e figlio di 49 e 28 anni, di Napoli, stavano in un albergo senza farsi mancare niente. I precedenti specifici dei due inducevano gli agenti diretti da Manfredi Borsellino a seguire le loro mosse. In città, a Palermo, il commissariato libertà registrava un impennata nelle denunce per truffe a danno di persone anziane che, raggirate, hanno consegnato diverse migliaia di euro in mano di estranei. Il sospetto era che gli autori fossero proprio loro.

Così gli agenti hanno cominciato a seguire la giornata tipo dei due napoletani registrando come, giornalmente, di mattina presto, padre e figlio si recassero a Palermo a bordo di due auto diverse. Fino alla scorsa mattina.

Dopo aver seguito l'auto dei due fino a Palermo, a Cefalù veniva montato un posto di blocco all'altezza di Mazzaforno, passaggio obbligato per entrare nella cittadina normanna. E mentre i Pecoraro venivano fermati, dal commissariato Libertà giungeva comunicazione che un'altra truffa era stata compiuta ai danni di un anziano. A questi era stata mostrata la foto dei Pecoraro e l'uomo li aveva riconosciuti.

Portati in commissariato gli agenti hanno trovato, a seguito di perquisizione personale e nella camera d'albergo, 1.840 euro in contanti e tracce di un bonifico appena effettuato da 2.500 euro. Secondo la ricostruzione degli agenti del commissariato Cefalù, Luigi Pecoraro avrebbe avvicinato la vittima dicendogli di aver venduto al figlio un computer per 3 mila 900 euro e, ora, per la consegna bisognava pagare. Per convincerlo, Pecoraro chiamava al telefono suo figlio Giuseppe, spacciandolo, invece, per il figlio della vittima che confermava al "falso" padre il pagamento da fare. Così Luigi Pecoraro avrebbe accompagnato la vittima fino in banca, dove ha incassato il denaro. Ad aggravare la loro posizione, secondo le indagini, Luigi Pecoraro avrebbe velatamente minacciato l'anziano uomo sostenendo che il mancato pagamento in contanti del computer avrebbe potuto comportare seri danni e gravi conseguenze al figlio.

Ma questa sarebbe solo una delle truffe perpretate dai due napoletani. Gli agenti hanno individuato un 'modus operandi' che prende di mira persone anziane, facilmente suggestionabili, e con handicap fisici che non gli consentono di riconoscere al telefono la voce dei propri congiunti. Per cui si chiede a chiunque sia rimasto loro vittima di rivolgersi alla polizia che sta ancora indagando su tutte le altre denunce presentate a Cefalù e al commissariato Libertà.