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Il capo dello Stato a Palermo

Napolitano ai giovani: "Falcone
e Borsellino esempi di moralità"


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23 maggio, capaci, giorgio napolitano, giovanni falcone, Cronaca, Politica
"Nel luglio del'93 ero stato a Catania da Presidente della camera per unirmi a una grande manifestazione in onore di Paolo Borsellino, nel primo anniversario del massacro oridito dalla mafia per eliminarlo. E nel segno di questa continuita da me profondamente sentita, che si colloca la mia presenza oggi come Capo dello Stato, quello Stato che in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha avuto dei servitori eccezionali per lealta' e professionalita', dei coraggiosi e sapienti combattenti per la cause della legalita', in difesa della liberta' e dei diritti dei cittadini. Li ricordiamo e sempre continueremo a farlo come grandi esempi morali per i giovani e per tutta Italia".
Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, stamani nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo intervenendo a ubna manifestzione organizzata nell'ambito della manifestaziona in ricordo delle vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992. Quel giorno persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. La manifestazione si svolge nella stessa aula in cui nel 1986 si apri' il maxi processo a Cosa nostra istruito dal pool di Falcone e Paolo Borsellino.
Ad ascoltare le parole del presidente Napolitano, una folta platea composta da migliaia di studenti provenienti da tutta Italia.

Presenti tra gli altri, oltre ai vertici delle forze dell'ordine, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il premio Nobel per la pace Muhammad Yunus, il sindaco del capoluogo siciliano Diego Cammarata, il procuratore del capoluogo siciliano Francesco Messineo, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, il delegato nazionale di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio Antonello Montante.
L'intervento del presidente della Repubblica e' trasmesso anche su quattro maxischermi in altrettante piazze della citta' (piazza Magione, al Palauditore, al Palaoreto e allo stadio da baseball dello Zen), dove sono stati allestiti i "villaggi della legalita'" .

Il capo dello Stato ha poi aggiunto: "Lo Stato democratico deve, procendo decisamente oltre i rilevanti succcessi conseguiti anche di recente, fronteggiare sul piano di contrasto di polizia e della repressione penale la mafia e altre organizzazioni criminali in tutte le loro espressioni, quelle tradizionali tuttora perversamente operanti e quelle nuove, inserite in un contesto mondiale profondamente mutato".

"Si conferma vitale - ha sottolineato Napolitano - il ruolo di un'istituzione voluta da Falcone e Borsellino, la procura nazionale antimafia, oggi guidata da un magistrato di incontestabile esperienza e autorevolezza. Occorre piu' che mai assicurare alla procura nazionale antimafia la possibilita' di operare in un clima di piena, leale collaborazione e di esercitare integralmente le sue attribuzioni".

Giorgio Napolitano ha quindi ricordato il ruolo fondamentale ricoperto dal Maxiprocesso, svoltosi proprio nell'aula dove oggi il capo dello Stato incontra gli studenti, nella lotta alla mafia: "Ben diversa sarebbe la condizione della Sicilia e dell'Italia se non ci fosse stato in quest'aula lo storico maxiprocesso contro la mafia istruito dal pool di falcone e Borsellino e affidato per il giudizio alla Corte d'Assise presieduta dal Alfonso Giordano, giudice a latere Piero Grasso, affiancati da sei giudici popolari. Se il maxi processo e la sentenza che lo concluse segnarono una svolta decisiva nella lotta contro la mafia essenziali furono i provvedimenti di legge che seguirono. Per sconfiggere la mafia e la criminalita' in Sicilia e nel Mezzogiorno conta, come ho gia' detto in precedenti occasioni, la qualita' della politica, il prestigio delle istituzioni democratiche, l'efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni".

"Crescete in quei valori di liberta', legalita', democrazia per i quali si sono sacrificati Falcone e Borsellino". L'appello rivolto ai giovani di piazza Magione a Palermo, arriva dal capo dello Stato. Riferendosi ai giudici uccisi dalla mafia, Napolitano ha aggiunto: "Sono stati degli eroi ma non sono stati sconfitti. Le loro idee vanno avanti e la loro battaglia e' proseguita con grandi successi. La mafia non e' piu' impunita' e si puo' battere con il vostro aiuto.
Dovete essere d'esempio anche alle generazioni piu' anziane".
Il Presidente e' stato accolto da una grande ovazione dai ragazzi provenienti da tutte le scuole d'Italia presenti a piazza Magione, luogo di svago della giovinezza di Falcone e Borsellino. A Napolitano e' stata cosegnata una maglietta dai ragazzi del comitato "Addio Pizzo" e una pergamena con una poesia scritta da alcuni giovani. Napolitano ha abbandonato il palco sulle note della canzone "Pensa" di Fabrizio Moro.