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L'appello di Lombardo a Napolitano:
"Più fondi alla Sicilia"


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La Regione Sicilia chiede il sostegno di Giorgio Napolitano per ottenere fondi dal governo nazionale. E’ questo l’appello lanciato dalla giunta di Raffaele Lombardo nel corso di un incontro ufficiale con il capo del Quirinale che si è svolto oggi pomeriggio a Palazzo d’Orleans. La richiesta sembra avere trovato il sostegno del presidente della Repubblica che, al termine del vertice al quale hanno partecipato anche alcuni economisti, ha dichiarato: “C’è bisogno di una strategia nazionale per il Mezzogiorno”.
“Non ho mai dissimulato e non dissimulo nemmeno adesso la mia perplessità – ha aggiunto lanciando un monito - per il modo in cui, in passato, sono stati spesi i fondi europei. Occorre qualità e massima trasparenza da parte delle amministrazioni pubbliche nell’utilizzo di queste somme”. Insomma, Napolitano ha avvertito che devono essere gestiti in modo da evitare “l’uso differenziato” rispetto alla destinazione originaria.
Al tempo stesso, il capo del Quirinale ha teso una mano d’aiuto al presidente Lombardo. “Nel corso dei miei primi anni di mandato - ha dichiarato Napolitano - ho fatto numerose tappe nel Mezzogiorno. Sono stato in Campania, in Puglia e in Calabria. Oggi sono in Sicilia, che ha straordinarie ricchezze. Già da tempo ho espresso la preoccupazione che non ci sia, da parte delle forze politiche parlamentari e anche dei mezzi di informazione, sufficiente attenzione a questi problemi, che rimangono fondamentali, di coesione nazionale”.
Il presidente della Repubblica ha anche ricordato che “tra non molto ci saranno le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia” e che non si può “dimenticare che uno degli obiettivi essenziali dello Stato è quello di realizzare una unificazione, anche economica, tra Nord e Sud. Obiettivo dal quale, oggi, rimaniamo ancora molto lontani”.
Parole di miele per il presidente della Regione Sicilia che poche ore prima aveva anticipato: ''Diremo a Napolitano che per noi i fondi, sia quelli strutturali 
che il piano di impiego, sono di fondamentale importanza e che vanno integrati, non sostituiti. Altrimenti si copre un buco per aprirne un altro”. Un problema, che Lombardo solleva da tempo, soprattutto in merito ai quattro miliardi di euro di Fondi per le aree sottosviluppate, congelati dal governo nazionale nonostante le continue rassicurazioni, ed in assenza dei quali, per il capo dell’esecutivo isolano, la “Regione ha avuto difficoltà ad approvare il bilancio, che rimane tronco di una parte delle risorse”.
“Abbiamo già parlato con Napolitano di questo problema – aveva aggiunto Lombardo – E’ un uomo del Mezzogiorno e siamo sicuri che farà sentire la sua voce e la sua iniziativa, quale garante dell’unità nazionale”.
Al vertice con il capo dello Stato, al quale ha preso parte anche Robert Leonardi, dirigente generale della Regione Siciliana a Bruxelles, Lombardo ha snocciolate le cifre dell’emergenza Sicilia. Secondo lo studio elaborato da Leonardi “la mancanza di impatto economico dei Fondi Strutturali nel Mezzogiorno rappresenta un elemento di forte preoccupazione e le ragioni di questa difficoltà vanno ricercate nella frammentazione dei programmi operativi regionali, anche perché sostitutivi e non aggiuntivi di quelli nazionali”. In altre parole, la Sicilia sarebbe penalizzata dal fatto che “i fondi nazionali vengono sistematicamente ridotti e ridiretti altrove”.
Quindi, i dati che lo dimostrerebbero: se il 2005 aveva segnato una moderata ripresa, il 2006 ed il 2007 hanno fatto registrare una decisa frenata per consumi e investimenti. La crescita del Prodotto interno lordo, sempre nel 2007, sarebbe stata praticamente “nulla” ed in Sicilia la percentuale di famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà è aumentata di quasi dieci punti percentuali. Qui, con il 28,9 per cento, più di una famiglia su quattro è povera, contro il 22,6 di media nel Mezzogiorno e l’11,1 per cento di dato nazionale.
E poi c’è il drammatico capitolo lavoro. Si calcola una perdita di occupati pari a circa novemila unità ed una fuoriuscita dal mercato del lavoro di quattordicimila persone.
Il report consegnato al presidente della Repubblica si chiude con le “linee di risposta” da applicare per uscire da questo stallo. Punto strategico, appunto, l’uso delle risorse tra fondi strutturali (Fesr, Fse, Fep), fondo di sviluppo rurale (Feasr) ed anche i Fas. Il totale di queste risorse dovrebbe fare arrivare nell’isola 15 milioni di euro. Somma alla quale a Lombardo preme aggiungere i fondi nazionali per lo sviluppo del Mezzogiorno (pon, Pa Fas) con i quali conta di raggranellare altri 29 milioni e 600mila euro. Solo con tutte queste risorse, conclude Lombardo, si “potrà bilanciare la grave congiuntura nell’isola”.