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L'incendio del traghetto

Il racconto dei passeggeri:
"I nostri bagagli in fumo"


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Il rientro al porto di Palermo di alcuni passeggeri

Il rientro al porto di Palermo di alcuni passeggeri



Francesco oggi compie sette anni e “tutti i regali sono rimasti sulla nave”, dice con rammarico. E’ uno dei 490 passeggeri della Florio, l’imbarcazione della Tirrenia proveniente da Napoli sulla quale stanotte si è scatenato un incendio. Francesco è insieme alla sorella, Chiara, ai genitori ed ad un altro gruppo di bambini e maestri venuti in gita da Avellino. “Abbiamo sentito un sibilo – racconta sua mamma – e non una sirena o un allarme, verso le 3.30. C’era fumo ovunque, bianco ed acre, che usciva anche dai sifoni. Ho preso i miei figli e mi sono precipitata all’esterno, in pigiama, così come eravamo. Siamo saliti su una scialuppa, ma non si sganciava e nell’urto una persona si è rotta un dito, anch’io sono caduta”.
Di storie ce ne sono tante e al porto stamattina dopo le prime notizie subito si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Ci sono diverse persone che aspettano parenti reduci dalla brutta avventura. “A bordo – spiega Francesco Lo Giudice – ci sono mia cognata e mia nipote di un anno e mezzo. Mi ha chiamato alle 4 e mi ha detto dell’incendio nella stiva”. Fabrizio Valguarnera aspetta invece suo fratello: “Fa il camionista, l’abbiamo sentito alle 6.30 e ci ha solo detto che stava bene e di non preoccuparci”. Un’altra ragazza attende il padre, anche lui autotrasportatore: “Mi ha detto che sta bene, ma a bordo ci sono anche due dei nostri mezzi e si pensa che siano andati distrutti”. Giovanna Meoli è anche lei di Avellino, non è sulla nave per un caso: “Abbiamo deciso di fare la gita con la scuola, ma di venire in Sicilia con l’aereo. Ho sentito un’altra mamma e mi ha detto che tutti i bambini stanno bene. Credo però che non potremo proseguire il nostro viaggio: il pullman è nella stiva, con tutti i nostri bagagli”.
Alle 9.30 arriva una motovedetta della Capitaneria con a bordo i primi passeggeri (gli ultimi a scendere dalla nave in fiamme). Passa una barella con una donna. Gli altri vengono caricati su un bus dell’Amat e trasportati alla Stazione marittima. Il primo a parlare ai giornalisti è l’attore Sergio Friscia, in città per uno spettacolo in programma stasera. Con lui ha due pitbull neri (“non sono miei, me li ha affidati una coppia che sta arrivando con l’altro traghetto”). Racconta di “essere stato svegliato dal fumo” e di aver sentito “una gran confusione verso le 4, dice che “ci sono molti bambini a bordo”. “Sono uscito sul pontile con un asciugamano bagnato sul viso per proteggermi dal fumo. Ad un certo punto si è attivato il sistema antincendio e la nave si è riempita di schiuma”. L’ipotesi più probabile è che a scatenare l’incendio sia stato un cortocircuito ad un’auto o ad un camion. La Procura ha aperto un ‘inchiesta.

Alle 9.50 arriva la “Sardegna” della Snav, la nave che ha accolto il resto dei passeggeri, trovandosi sulla stessa rotta della Florio. Tutti vengono trasportati alla Stazione marittima. All’interno, oltre a trovare ristoro ed anche l’assistenza di psicologi, compilano dei moduli. “Dobbiamo segnalare – spiega Diego Maglione – ciò che abbiamo lasciato a bordo”. E’ insieme ad altri sei amici per festeggiare il suo addio al celibato. Si sposa a luglio (“ forse avrei fatto meglio a restare con la mia fidanzata”). “Il programma – racconta – era fare surf a Mazara…Tutta l’attrezzatura è nella nave, assieme alle nostre auto, nuove e di grossa cilindrata…Addio vacanza e divertimento”. Giovanni Cacioppo di 24 anni è al bancone. Ha già compilato il modulo, gli viene offerta la colazione ed un passaggio a casa, se ne ha bisogno. “Ho fatto un colloquio di lavoro a Napoli – dice – per lavorare, ironia della sorte, su una petroliera. Sì, mi hanno preso e questo viaggio non lo dimenticherò mai. Io ho sentito un boato, c’era tanto fumo. Nessun allarme, comunque. Io non sono stato chiamato da nessuno ho cercato dunque di cavarmela da solo. E ce l’ho fatta”. Su una panchina alcuni membri dell’equipaggio, fra cui Vincenzo Ferletti. “Siamo stati gli ultimi a lasciare la Florio – spiega – dopo aver fornito assistenza a tutti. Un po’ di panico c’è stato, ma alla fine le operazioni sono andate bene. Subito è stata attuata la procedura antincendio. La nave era piena di schiuma e di fumo, così si è deciso di abbandonarla”. Poi c’è Vittorio, l’unico che dorme sereno in braccio alla nonna. Ha appena tre mesi. C’è sua mamma, Anna di 30 anni: “In mezzo a quel fumo, a quel caos, ho avuto veramente paura. Soprattutto per mio figlio, temevo di non riuscire a proteggerlo”. A bordo con lei anche suo marito: “Siamo di Marsala, ma lui lavora a Napoli. Facciamo questo viaggio quasi una volta a settimana. Chi poteva aspettarsi qualcosa di simile? Ci hanno svegliato, bussando alla porta, verso le 3. La nave era invasa dal fumo”.
Francesco, col suo orsacchiotto in mano, è sempre lì su una panchina. Pensa ai suoi regali, in fumo nella stiva, alla festa che non è andata come previsto. Chiara, la sorella di dieci anni, un po’ lo sfotte e un po’ l’incoraggia: “Regali? Un regalo, quanti pensavi che fossero? Tanto la gita la facciamo lo stesso, vedrai, anche senza il pullman”.