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Dal dibattito alla faida

Crisi, le regole del gioco


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Il nobilissimo dibattito politico sulla crisi della Regione sta repentinamente tracimando in una faida, senza esclusione di colpi: ditate negli occhi e sputi in faccia compresi. L’ultima mossa, quella della “sfiducia costruttiva”, sarà,  nelle intenzioni e negli auspici, un arcangelo munito di spadone, calato del cielo per troncare i nodi intricati di certa politica stantia. Malauguratamente, agli occhi dei cinici di professione, appare come un’accelerazione per modificare le regole, in occasione della cruenta partita che si sta giocando in Sicilia. Ma forse non è nemmeno il caso di sottilizzare troppo. I colpi sotto la cintura non sono mancati né dall’una né dall’altra parte. Sicché, dal punto di vista dello stile e della correttezza, ci risulta proprio impossibile separare i buoni dai cattivi, con un netto tratto di gessetto, sulla superficie di una ipotetica lavagna. E fosse solo una questione di stile, di stare correttamente a tavola con i gomiti composti... Invece, la posta in palio è molto più in là. E’ il pubblico interesse di una terra che ha eletto una maggioranza governante e si vede ripagare, ogni giorno di più, con personalissimi duelli all’arma bianca. Le parole che circondano la polvere sollevata dai competitori rivendicano orgoglio e idealità. Tuttavia, i soliti cinici di professione non potranno non avvertire un evidente sentore di poltrone contese, dietro la retorica delle buone intenzioni.