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Palermo. Arrestato l'autore dell'agguato

Uno sparo allo Sperone,
scattano le manette


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palermo, sperone, tentato omicidio, Cronaca
Carmelo Vaccarella, 62 anni, pluripregiudicato e titolare dell’omonimo bar di via Fratelli Reber, allo Sperone, ha confessato: è stato lui ieri sera verso le 19.30 a sparare contro Michele Mazza, 45 anni, anche lui con un bel carico di precedenti penali e ritenuto vicino alla cosca di Villabate, titolare di un supermercato nella stessa via. Vaccarella è stato arrestato per tentato omicidio dagli agenti della Squadra mobile. Mazza, invece, è intubato nel reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale Civico. A differenza di quanto riferito ieri dall’azienda sanitaria, non è stato ancora possibile operarlo, proprio perché le sue condizioni sono molto gravi.
In apparenza, l’agguato dello Sperone è scaturito da una lire tra i due commercianti. Ma è molto probabile che ci sia dell’altro: estorsioni e lotta per il controllo del territorio in una zona ad alta densità mafiosa. Le indagini sono ancora in corso.
I poliziotti, coordinati dal capo della Squadra mobile, Maurizio Calvino, e da quello della sezione Omicidi, Carmine Mosca, sono riusciti comunque a ricostruire la dinamica dei fatti. Già da qualche giorno tra Mazza e Vaccarella c’erano state delle discussioni. In particolare un diverbio molto acceso giovedì sera. C’erano da chiarire alcuni comportamenti (non meglio specificati) tenuti da Vaccarella. Così i due si sarebbero dati appuntamento nel supermercato gestito da Mazza. Vaccarella ha raccontato di aver trovato la pistola per strada, andando all’incontro. Qui le cose sarebbero degenerate, si sarebbe arrivati alle mani e la lite avrebbe coinvolto anche i familiari di Mazza. Al culmine, lo sparo che ha colpito l’uomo al torace. L’arma, probabilmente un revolver, non è stata ritrovata: Vaccarella sostiene di averla persa (così come l’aveva trovata) sempre per strada.
La polizia è giunta in via Fratelli Reber una decina di minuti dopo, perché l’ospedale Buccheri La Ferla, dove Mazza era stato trasportato in un primo momento dai familiari, aveva appunto segnalato la presenza di un ferito con arma da fuoco. Proprio la tempestività dell’intervento, come ha spiegato Calvino, è stata fondamentale per arrivare all’arresto di Vaccarella. Allo Sperone, infatti, i poliziotti hanno individuato delle tracce di sangue a terra, all’altezza della saracinesca del bar di Vaccarella. Hanno intimato di aprire e dentro hanno trovato l’uomo con alcuni membri della sua famiglia, con gli abiti sporchi di sangue (segni dovuti non solo alla sparatoria, ma anche alla colluttazione che l’ha preceduta). Già ieri sera tutti sono stati sentiti dagli investigatori e Vaccarella, vistosi alle strette, ha confessato.
Gli investigatori non credono che ha scatenare un gesto così violento possa essere stata solo una banale lite ed è per questo che stanno valutando altri elementi che potrebbero condurre a questioni legate alla gestione di estorsioni o comunque al controllo economico del territorio.