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Aveva lasciato il partito 15 giorni fa

Lombardo lo definì uno "stigghiolaro"
Totò Lentini torna all'Mpa


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A volte ritornano. In appena quindici giorni. Come nel caso di Totò Lentini, il deputato regionale che a metà maggio aveva detto addio all’Mpa perché il progetto autonomista era stato “tradito”. Una rottura apparentemente definitiva, sancita dal poco lusinghiero commento di Raffaele Lombardo che aveva definito il parlamentare palermitano “uno stigghiolaro”, un venditore ambulante di interiora.  Ma la sua fuga verso il Pdl è durata solo due settimane. Il ritorno al partito del presidente della Regione, infatti, è datato 31 maggio. Un pentimento motivato “dagli interessi della Sicilia, che vengono prima di tutto”.

Onorevole, aveva detto che la conduzione dell’Mpa era monocratica. Ha cambiato idea?
“Non è che ho cambiato idea, mi sono preso una pausa di riflessione, mi sono messo temporaneamente da parte. Io ho costruito il partito a Palermo, sono stato tra i promotori e ci ho creduto pienamente e lealmente. Ma la mia delusione era legata al fatto che si stesse entrando in beghe di poca importanza, nei litigi tra Udc e Pdl, c’erano incomprensioni sulla conduzione del movimento e sul rapporto con il territorio. Io ho sposato un progetto politico, non mi interessano le liti”.

Così è passato al Pdl…
“Veramente non mi sono mai iscritto al gruppo parlamentare del Pdl. Sono passato al gruppo misto in attesa di prendere una decisione”.

Eppure giovedì scorso ha organizzato un’iniziativa elettorale al teatro Golden per sponsorizzare le candidature alle elezioni europee di La Via e Iacolino, alla presenza del coordinatore regionale del Pdl, Castiglione…
“E’ vero. Ed ho riempito la sala. C’è stato un avvicinamento al Pdl, che si è rotto nello stesso momento perché quel partito si è spaccato al suo interno, si è messo in moto un meccanismo di convenienza, una corsa senza confini. Se il Pdl non si fosse diviso si sarebbe potuto seguire un percorso comune. Ma lì ognuno vede una cosa diversa, la gente non ci capisce nulla ed io non ci sto più. In questi giorni ho visto la Sicilia e Palermo in abbandono, il capoluogo sommerso dai rifiuti. Gli interessi dei cittadini vengono prima di tutto e penso che l’Mpa è l’unico partito che li difende mentre negli altri il tradimento della Sicilia sembra avere il sopravvento”.

Ed i suoi elettori comprenderanno?
“I miei elettori capiranno e mi seguiranno, non sono confusi. Comunque, mercoledì prossimo, all’hotel San Paolo, alle ore 17.00, ho organizzato un’altra iniziativa pubblica sulla Sicilia autonoma. Ci saranno il segretario regionale dell’Mpa, Lino Leanza, ed il capogruppo alla Camera, Carmelo Lo Monte, che verranno a chiarire l’equivoco”.

Dunque darà una nuova indicazione di voto?
“Darò una mano, dirò di votare l’autonomia. Per dare un’indicazione voto verso un candidato qualcuno mi deve ancora convincere”.

Lombardo non ha usato parole tenere nei suoi riguardi. E’ stato lei a cercalo?
“No, guardi. Io mi posso permettere di entrare e uscire da dove voglio perché non ho ricevuto nulla e non ho chiesto nulla. Sono stato cercato. Ho sentito il presidente alcuni giorni fa, abbiamo parlato a lungo, abbiamo ripreso il dialogo sull’autonomia e lo sviluppo, sul fatto che bisogna fare ripartire la macchina amministrativa che era completamente bloccata. Così, ho deciso di tornare al progetto politico dell’autonomia, di rientrare pienamente nell’Mpa e sostenere Lombardo perché il rispetto dei bisogni dei cittadini deve andare al di sopra delle contrapposizioni e di giochi di potere di corto respiro”.